Indice dei paragrafi · 52
  1. La Perrebia comprende la regione montuosa a nord…
  2. L’unico sistema fluviale è quello dello Xerjas
  3. Olosson è il centro della rete stradale
  4. La Tripolis Perrebica
  5. Quattro città si trovavano nella valle dell’Europos
  6. Le città meridionali
  7. Storia e confini dei Perrebi I Perrebi sono…
  8. La penisola della Magnesia è costituita da una…
  9. Ossa
  10. Pelio
  11. Fiumi
  12. Vie. La Magnesia era povera di grandi vie…
  13. Quadro storico
  14. Le città di montagna
  15. Il versante occidentale e il margine della pianura
  16. La piana costiera di Volo
  17. Gli insediamenti preistorici di Sesklo a Volo
  18. Pagasai
  19. Iolkos
  20. Confini
  21. La Tessaglia vera e propria è delimitata da sistemi montuosi
  22. Il bacino del Peneios
  23. Storia dei Tessali
  24. Ossa e rilievi centrali
  25. Le città sul versante dell’Ossa e Mopsion
  26. Siti lungo il Peneios a monte di Larisa
  27. Il tratto Larisa-Pherai
  28. Il tratto Pherai-Krannon
  29. Confini
  30. La Chasja
  31. Da Phayttos a Trikka
  32. La valle del Peneios da Trikka a Zygos
  33. Gomphoi e dintorni
  34. Da Gomphoi a Metropolis
  35. Confini
  36. La Tessaliotide porta il nome dei conquistatori Tessali…
  37. La Tetrade Ftiotide
  38. Confini
  39. Il Pindo inizia al confine con l’alta Macedonia
  40. L’Othrys si incunea tra la pianura tessale a…
  41. Le città lungo il margine della pianura
  42. Il bacino di Daukli
  43. Il bacino di Avaritsa
  44. La pianura di Halmyros
  45. I tre percorsi attraverso l’Othrys orientale e centrale
  46. Confini
  47. La zona dello Spercheios
  48. Lo Spercheios
  49. Le Thermopylai
  50. Etea
  51. Malii
  52. Enide
GEOGRAFIA STORICA

La Tessaglia

TESTO ORIGINALE DELL’AUTORE — NON MODIFICATO

La Perrebia

01 La Perrebia comprende la regione montuosa a nord… §

La Perrebia comprende la regione montuosa a nord della Tessaglia e la pianura del Peneios. Per natura è più chiusa verso la Macedonia che verso la Tessaglia. L’Olimpo, dove solo una piccola parte si trova in Tessaglia, chiude a nord la Perrebia. Dall’Olimpo partono due bracci di monti: quello settentrionale forma un semicerchio che circonda la Tripolis perrebica; quello meridionale procede in direzione sud-ovest e si divide in due, la metà orientale segue il corso dello Xerjas (da Djava fino al Peneios). La Perrebia coincide con il bacino di scorrimento dello Xerjas. L’Olimpo (delimitato da due gole d’erosione Petra* a nord Tempe a sud) si distingue in basso e alto Olimpo. La divisione è costituita da una linea che dalla valle di Djava, passando per il valico di Konispoli, attraversa la pianura di Karja e la valle di Kanalja. La montagna Stoskoljo è la più alta (2905). Il basso Olimpo si divide in tre parti: la zona montuosa di Kokkinopetra, il lago Nezeros (Askarys) e l’area montuosa verso Tempe e la Pieria. La zona montuosa sale lentamente dalla pianura del Penieos verso una zona d’alti monti (Kukuli, Godaman) chiamata Ottobulus (dal valico Azoros al lago Nazaros). Il confine orientale di Kokkinopetra è delimitato dal fiume Dyodendron che procede in direzione sud-est verso Dereli. Questa valle acquisì importanza strategica, quando fu aperta la strada che dal lago Nezeros scendeva verso Dereli, aggirando la valle di Tempe. Per questa ragione è sbarrata da una doppia fortezza appartenente a Gonnos, una sulla riva destra del fiume, l’altra sulla riva sinistra. Da Gonnos partiva una strada in direzione della fortezza. La fortezza è identificata con Kondylos, insieme con altre fortezze sbarravano la strada ai Macedoni, il sito fu chiamato Gonnoskondylos. Quando nel 196 la Perrebia divenne libera, Filippo (Filippo V Antigono si scontra con i romani nella seconda guerra macedonica dal 200 al 197) si tenne Gonnoskondylos cambiandole il nome in Olympias. Il centro del basso Olimpo è costituito dal lago Nezeros, il sovrappiù d’acqua scende verso Tempe nei pressi di Pyrgetos. Nella parte settentrionale del lago c’è il villaggio di Nezeros, a nord-ovest del lago sul valico presso Konispoli si incontrano importanti strade. Una strada scendeva nella Macedonia oltrepassando il lago scendendo verso la gola di kanalja. Un’altra dal lago in direzione nord-est al mare verso Herakleion, passando per Skotina-Panteleimon. Ad est e a sud del lago la montagna si alza considerevolmente (Metamorphosis 1590). Più a sud verso Tempe si erge il Satopon sul cui versante sud-est si trova Rapsani. Il Satopon è diviso dall’altopiano del Livadaki dal fiume Tsairja. In questa zona passano diverse strade che aggirano Tempe. Una da Nezeros arriva a Pyrgetos o via Rapsani o via Kranja. Da Balamut (ingresso ovest di Tempe) un sentiero sale sulla catena montuosa tra Tempe e Gatsatiko; qui dalla cappella di H.Elias si gode un meraviglioso paesaggio: Ossa, Tempe, pianura del Peneios. Da qui si può raggiungere Rapsani e Pyrgetos. Tutte queste strade dovevano essere fortificate. Tempe è la valle del Peneios, “taglio” è il significato della parola. Gli Elleni credevano che un terremoto aveva diviso l’Olimpo dall’Ossa, il risultato fu la formazione di una stretta e lunga valle: Tempe. Da un punto di vista militare la valle poteva essere controllata solo se si dominava sia l’entrata che l’uscita (Serse non volle passare per questa gola, Filippo V e Antipatro la utilizzarono). Ad est di Baba si entra nella gola di Tempe, un vero paradiso naturale. La strada che la attraversa passava sulla riva destra del fiume e parzialmente è tagliata nella roccia. La strada attraverso Tempe era parte della via sacra che andava da Tempe a Delfi: ogni otto anni si snodava la processione delfica, aperta da un fanciullo che andava a prendere il sacro ramo d’alloro a Tempe. Nella zona dove cresceva l’alloro, c’era un altare di Apollo dove probabilmente è stato riconosciuto il confine tra Gonnos e Herakleion. Era una grande strada militare ancora in età tardoantica, come dimostrano due cippi miliari uno a Baba e uno presso Vurlami allo sbocco orientale. A Vurlami si vede il mare, il Peneios esce dalla gola per entrare in una fertile pianura. Qui ci sono i confini tra la Pelasgiotide e la Macedonia. La strada di Tempe era Tessala, il lato settentrionale della valle Perrebico-Macedone. L’Olimpo a nord-ovest è solcato da tre valli: Xerolakko, Kurudere, Mavroneri, le prime due valli unite sboccano nella terza. Le alture che si affiancano all’Olimpo presso la città Petra, ormai abbandonata, si chiamano Titaros, la cima più importante è il Kupanas. A est iniziano in monti Kambunici il valico Volustana ne segna l’inizio. La via del valico, serrata tra le montagne, segue il Sarantaporos tra i monti Tschapka, Vigla e Dobra. La cornice dei monti prosegue poi ad ovest con l’Amarves e la Vunasa. Quest’ultima è attribuita ai monti Kambunici, ma resta il dubbio se il nome includesse anche i monti Chasja fino al Pindo. A sud-ovest la cornice è aperta da due varchi: la fenditura montuosa del Diskata che consente il passaggio nella valle dell’Haliakmon e verso la valle del fiume Xerjas.

02 L’unico sistema fluviale è quello dello Xerjas §

L’unico sistema fluviale è quello dello Xerjas. Nasce nella Tripolis da due sorgenti, il Sarantopos e il Vurgaris. I due affluenti raggiungono i passi di Volustana e di Petra (collegamenti con la bassa ed alta Macedonia). Il fiume riunito si chiama Titaresios. Nella piana di Potamja riceve le acque dallo Elassonitikos, che proviene, con il nome di Djava dal burrone di Kukuli e scorre nel fondovalle di Elassona. Dopo Amuri Oba, il fiume prende il nome di Xerjas. Si dirige verso sud fino a Barnasi, poi a nord del Sideropalukos verso Tyrnavos. Presso questa città entra nella pianura e si immette nel Peneios. Titaresios è il nome pretessalo del fiume, dal suo inizio presso Titaros. Nel suo corso inferiore porta anche il nome tessalo di Europos.

03 Olosson è il centro della rete stradale §

Olosson è il centro della rete stradale. Phalanna controlla le due vie che conducono nella pianura tessala. Una segue la valle dell’Elassonitikos, l’altra passa attraverso il passo di Meluna. Da Olosson verso nord si supera il valico di Elevtherochori. Presso Azoros, a Lakudi, le due vie si incontravano; c’era un bivio una via per Azoros e Volutsana, l’altra per Dolike e Petra (via per la bassa Macedonia si aggirava Tempe). Il valico di Volutsana, più importante, conduceva verso l’alta Macedonia, attraverso la valle dell’Haliakmon. I due valichi (Petra e Volutsana) erano strategici per l’accesso alla Macedonia.

04 La Tripolis Perrebica §

La Tripolis Perrebica, costituisce il bacino del Sarantoporos e del Vurgaris. A sud è delimitata dalle alture presso Elevtherochori. Essendo regione di passaggio di Tessaglia e Macedonia cambiò spesso padrone. Generalmente la Tripolis viene attribuita alla Perrebia. Le tre città che formavano la Tripolis, ed erano anche unite da una Sympoliteia, sono riconosciute in Azoros, Doliche e Phytion. Azoros si trovava a sud di Vuvala, Doliche ad est di essa e a sud di Duklista, Pythion invece si trovava presso l’accesso al valico di Petra. Azoros esisteva già in età arcaica. L’eponimo Azoros compare nella lista degli Argonauti. La città di Olosson, odierna Elassona, si trova su una montagna tra l’Elassonitikos ed un suo affluente. Omero la chiama “la città bianca” (dalle rocce calcaree dell’altura della città). Olosson era l’antica capitale della Perrebia e si trovava all’incrocio delle strade. Nell’età ellenistico-macedone non ebbe molta importanza, nella storia bellica non ebbe grande rilevanza, poiché poteva essere facilmente aggirata passando per la valle dell’Europos. In età romana il territorio si estese fino a nord del lago Askyris. Un’iscrizione latina che regolava i confini tra la città e Dion è stata rivenuta sulla collina di Simo (altopiano di Konispoli). L’importanza di Olosson si basava sul dominio della fertile pianura circostante. Vicinissimo a questo paese furono rinvenute piccole tombe a Tholos, e pithoi di origine micenea.

05 Quattro città si trovavano nella valle dell’Europos §

Quattro città si trovavano nella valle dell’Europos: Malloia, Chyretiai, Ereikinion, Mylai. Chyretiai era a est di Domeniko, prosperava grazie al dominio sulla pianura della valle di Potamja. Per questa ragione si trovò in conflitto con le città di Paleokastro e Vlachojannis. La città, grazie alla sua politica filoromana, ebbe la meglio. L’appartenenza alla Perrebia è ampiamente documentata. Un’ora a nord-est da Domeniko vi è il kastro di Skompas. Ereikionon, città vicina a Chyretiai, non può essere collocata qui, ma ai margini della Perrebia (confinava con la Phayttos tessala). Mylai si trovava tra Chyretiai e Phalanna, dominava la valle dell’Europos che qui si restringe. E’ considerata perrebica per la sua posizione, più che per qualche attestazione. Ereikinion va ricercata in Perrebia a nord della città tessala di Phayttos e a sud di Chyretiai, nella valle dell’Europos. Iscrizioni di confine con Phayttos sono attestate presso il valico di Elevtherochori (confine tra Perrebia e Tessaglia). I resti di Malloia sono rinvenuti presso Paleokastro e presso Analipsis, a nord di Sykja. Antagonista di Chyretiai fece una politica antiromana, da quest’ultimi fu saccheggiata, poiché nel 200 si alleò con la lega etolica contro i romani. Anche Malloia ebbe scontri con Cryretai per il dominio sulla valle di Potamja.

06 Le città meridionali §

Le città meridionali. Phalanna si trovava tra Mylai e Gyrtona nella riva destra dell’Europos. L’importanza della città deriva dal possesso della fertile pianura del Peneios. Le continue liti di confine con i Tessali impedivano alla città di prosperare. Quando si riuscì a stabilire paci durature la città superò per importanza Olosson. Da questa città, che coniò moneta propria, provengono uno stratega, tesorieri delfici, ieromnemoni dei Perrebi. La città possedeva un teatro, i santuari di Plutone e Persefone, il culto principale era quello di Asclepio. Orthe, da Apollodoro, è identificata con l’acropoli di Phalanna; la città era Perrebica e va cercata ad est di Phalanna, ad una distanza che le consentì di mantenere una certa autonomia. Gonnos si trovava all’entrata della valle di Tempe. La città sorgeva su tre colline che dominano la zona fertile ai piedi dell’Olimpo, su cui basava la sua prosperità. La città sorvegliava l’entrata della valle e la via che ne permetteva l’aggiramento passante per Kondylos – lago di Askyros in direzione della bassa Macedonia. In età preistorica la città avanzava nella pianura fertile, in età neolitica, micenea e geometrica la collina orientale della città era abitata, in età arcaica l’insediamento si spostò più in alto verso la collina orientale, più sicuro. Nel IV- II secolo divenne una fortezza macedone che incluse anche la collina intermedia ed occidentale. In età arcaica l’acropoli era sulla collina orientale, Atena era la divinità poliade. Alla base meridionale della collina orientale si ipotizza l’agorà. Gonnos era una delle città preferite dei re macedoni e dai grandi proprietari. La posizione militare fu strategica come via principale per la Macedonia e/o la Tessaglia. Ma quando Marcio trovò la via per aggirare Tempe, la città perse il suo peso. Durante il periodo di libertà dai macedoni, a partire dal 196 a.C. Gonnos divenne la città più importante dei Perrebi. Poi si logorò a causa di molte dispute con altre città. Con Augusto Gonnos divenne una città Tessala, e perse la sua prosperità: da prima città perrebica a ultima città tessale. Subì la centralizzazione del potere a Larisa.

07 Storia e confini dei Perrebi I Perrebi sono… §

Storia e confini dei Perrebi I Perrebi sono nominati nel catalogo delle navi come popolo autonomo. Durante la loro indipendenza possedevano due voti all’anfiziona di Delfi. Furono sottomessi dai Tessali dopo lunghe lotte, Larisa esercitò il dominio in rappresentanza di tutta la Tessaglia. Nel 346 sotto Filippo II (di Macedonia) la Perrebia perse un voto a Delfi. Dopo l’occupazione Macedone tornò libera e nel 196 formarono un koinon sovrano. Nel II secolo la Perrebia perse di nuovo la sua indipendenza sotto il domino romano; i Perrebi vennero uniti ai Tessili (persero anche l’ultimo voto a Delfi). La Perrebia confinava a sud con la Pelasgiotide, il corso del Peneios ne delimitava il confine. La strada a sud di Tempe con la città di Elatia erano Tessale. La Perrebia era priva di sbocco sul mare. A est confinava con la Pieria e precisamente con le città di Phila, Herakleion, Dion. Il confine abbandonava il Peneios all’uscita di Tempe presso Pyrgetos, poi proseguiva a nord, presso il lago Askyris (Perrebico) fino all’altopiano Konispolis (confine tra Olosson e Dion), da lì il confine proseguiva verso nord-ovest. Pythion era perrebica, Petra macedone. A nord la Perrebia confinava con l’Elimiotide mediante il territorio della città di Doliche. A sud-ovest Azoros confinava con l’Istiotide e la città di Mondaia, peraltro non ancora localizzata. Tutta la valle del Titaresios era Perrebica. Il confine sud è più problematico, poiché cambiò diverse volte. Generalmente il Peneios costituiva il confine ma ad esempio presso Larisa ed Argura il territorio tessalo occupava la riva sinistra e Phayttos era considerata tessala, ma Gyrton, Atrax, Mopsion erano perrebiche. Con Gonnos si chiude il cerchio del confine.

La Magnesia

08 La penisola della Magnesia è costituita da una… §

La penisola della Magnesia è costituita da una catena montuosa che si articola in tre parti: il massiccio dell’Ossa a nord, la catena del Pelio a sud, la catena si spezza all’incirca verso metà penisola trasformandosi in un territorio collinare. Poiché la montagna si innalza direttamente sul mare, costituisce un limite metereologico: sul versante orientale fresco e piovoso, quello occidentale soleggiato e riparato dai venti. Il clima, rispetto alla Tessaglia interna, è più mite. La ripida costa sul lato orientale è senza porti. Il canale di Trikeri è la porta d’accesso al golfo di Volo o Pagasai.

09 Ossa §

Ossa. A sud di Tempe si erge l’Ossa. La pianura di Agya fa da confine con il Pelio. L’Ossa è divisa in due parti da una valle che va da Megalo Keserli a Tsajesi. La cima più alta corrisponde al monte Kissavos, la sua cima domina la piana di Larisa. La montagna scende ripida sul mare, il promontorio orientale si chiama Dermatas. L’Ossa è relativamente povero di sorgenti.

10 Pelio §

Pelio. La montagna si estende dall’Ossa fino al capo Sepias. A sud del Mavrovuni, monte distinto dal Pelio, si trova la cima principale del Pljassidi. La montagna da l’impressione di separare la Tessaglia dal mare. La costa è priva di porti, solo qualche rada. Le insenature del sistema montuoso sono costituite dalla pianura di Agya, il lago Boibe e il golfo di Volo. In antichità gli insediamenti occidentali erano nelle pianure di Volo, Lechonja e Kalanera, quelli orientali vicino al mare. La cima del Pljassidi è larga ed è un punto dominante: infatti, è possibile scorgere l’Eubea. E’ un vero e proprio monte degli dei, comparabile all’Olimpo per ricchezza di culti e miti. E’ stata trovata un’area sacra nella parte meridionale dove si trovarono le fondamenta di un tempio (miti a pag. 63).

11 Fiumi §

Fiumi. Mancano fiumi importanti. Si devono citare alcuni torrenti: il Krausindon (oggi Mega) a destra di Anovolo, l’Alimerja a sinistra; l’Anauro (oggi Xerjas) che sfocia a destra di Volo.

12 Vie. La Magnesia era povera di grandi vie… §

Vie. La Magnesia era povera di grandi vie. La natura del terreno impedisce il passaggio di una strada con direzione nord-sud attraverso la montagna, poiché è solcata da valli con direzione est-ovest che sono difficilmente aggirabili o attraversabili. Per questa ragione la maggior strada militare partiva dal Peneios, presso il ponte di Homolion fino a Demetrias. Seguiva la costa, passando per Karitsa, a Melibioa la strada si divideva, una procedeva verso Skiti poi a Larisa, via Agya o il lago di Boibe, l’altra a Kasthanaia, lungo il mare, poi Kanalja, lago di Boibe e Demetrias.

13 Quadro storico §

Quadro storico. La Magnesia si estende da Tempe fino al capo Sepias. I Magneti sono emigrati qui dal nord, l’eponimo fu considerato fratello di Macedone. Di origine antico-eolica abitavano sulle montagne, messi in fuga dai conquistatori. Nel catalogo delle navi compaiono, ma non possiedono nessuna città. Fecero parte dell’Anfizionia delfica. Dopo lunghe lotte furono sottomessi prima dai Tessali poi dai Macedoni. Demetrias, la capitale, prosperò nel III secolo. Nel 196 i Magneti formarono un koinion, che, a parte quando nel 167 tornarono sotto i Macedoni, funzionò fino alla riforma dell’impero romano sotto Diocleziano.

14 Le città di montagna §

Le città di montagna. La città più a nord era Homolion, ai piedi dell’Ossa, vicino a Laspochori. La città era la più importante, al di fuori del golfo Pagasitico. Nel IV secolo alcuni ieromnemoni della Magnesia erano di Homolion, la città coniava monete di bronzo. Rimase sede dell’opposizione contro la capitale, ma quest’ultima riuscì ad annetterla con il favore dei Macedoni. Ma quando l’alleanza tra Macedoni e Magneti fu annullata, la città tornò libera e si alleò con la Tessaglia, infatti, la sua posizione facilitava i rapporti con i Tessali. L’enumerazione delle città a sud di Homolion seguono la costa, le fonti principali sono Scilace e Plinio: inizia da Iolkos fino alla foce del Peneios. A causa di scarsa chiarezza è necessario classificare i luoghi antichi conosciuti da nord a sud. Tra Tsajesi e Karytsa ci sono tracce di mura elleniche e una torre bizantina, identificata nel convento H.Dimitrios. Altre mura elleniche, il paleokastro di Karysta, si trovano a Karysta e Kokkino Nero. Nella zona di Tarsanas vi sono blocchi di età ellenica. A nord del colle di Skiti si trovano resti di mura bizantina. A nord-est di Polyendri vi è un paleokastro ellenico. I quattro nomi di città tramandati devono essere cercate tra queste rovine. Myrai è da cercare nelle rovine di presso Tsajesi. Eurymenai viene collocata a Kokkino Nero. Rhizus si trovava probabilmente presso Tarsanas. Un sito importante era Meliboia. Coniò monete di argento e bronzo. La città dominava la via per Demetrias, da questa ultima fu probabilmente annessa, fu poi distrutta da romani. La città deve essere cercata presso Polyendri. In questa zona Serse perse una parte della sua flotta. Già fortezza Macedone, nel periodo bizantino la città fu spostata verso Skiti a causa dei pirati. Tra la Sepias e Melibioa si trovava Kasthanaia, la città del castagno. Era un polis, fu poi annessa a Demetrias. Le rovine possono essere trovate presso Keramidi. Per la costa rocciosa del Pelio vengono tramandati due nomi: Ipnoi e Sepias. Gli Ipnoi si trovano sotto Venetos, Sepias sopra Capo Puri. In questo tratto di costa vi sono numerose caverne, gli approdi erano situati su diverse piccole strisce di sabbia. Sepias fu poi inglobata da Demetrias. Thaumakie è nominata solo nel catalogo delle navi, tra Methone e Meliboia, ma la sua posizione rimane ignota. Methone, invece va trovata nella pianura di Lechonia tra Iolkos e Korakai. Fu una città importante, uno degli ieromnemoni dei Magneti proveniva da questa città. Korakai si trovava tra Methone e Spalauthra, dalla parte di Kalanera. Ma la sua posizione rimane dubbia, al contrario di Korope fissata grazie al ritrovamento di un’iscrizione e agli scavi. Era situata sul fiume Bufa in una pianura fra Kalanera e Paleopyrgos. Korope era sede di un santuario di Apollo già in età arcaica. Nel IV secolo il centro forniva un ieromnemone dei Magneti. La località che si trova all’incurvatura della penisola, Spalauthra si trovava tra Korakai e Olizon, presso Chortos. Olizon era chiamata Europe da Ecateo, menzionata da Scilace tra Spalauthra e Isai Limen. Uno degli ieron. Magneti era di questa città. Fu incorporata a Demetrias nel III sec. La città viene da tutti identificata con il paleokastro dell’istmo di Trikeri, poiché era situata a sud di Spalauthra e di fronte all’Artemisio in Eubea. La penisola si curva a sud, lasciando libero solo uno stretto di mare sul quale c’è il promontorio di Aianton (oggi Kavulia). A nord ci sono alcune isole: Alata protegge il porto di Olizon, Kikytenos (oggi Paleotrikeri). Il Tisaion (oggi Bardzogja) è l’altura più elevata nel mezzo del promontorio. Dovrebbero trovarsi i resti di una torre con cui, attraverso dei fuochi, venivano effettuate delle segnalazioni a distanza, viste a Demetrias. Aphetai dovrebbe trovarsi nella parte orientale del canale di Trikeri, a 12 km dall’Artemisio. La città prese il nome, per alcuni, dal punto di imbarco degli Argonauti, per altri perché fu lasciato indietro Eracle. E’ ipotizzato che Aphetai si trovasse nei pressi di Platanja dove si trova un piccolo porto, ma doveva trovarsi poco più a ovest se i Persiani poterono inviare 200 navi senza farsi vedere dai Greci. Capo Sepias è il promontorio che separa l’ingresso al golfo Pagasitico. Tutto il territorio a sud degli Ipnoi veniva chiamato Sepias. Tra Sepias e Skyatos c’è lo scoglio di Mirmex (oggi Lefari) che Serse segnalò con un monumento in pietra.

15 Il versante occidentale e il margine della pianura §

Il versante occidentale e il margine della pianura. Il confine del versante occidentale è costituito dal Dotion con la pianura di Keserli e il bacino del lago Boibe. Il Dotion confina a nord con Tempe ed il Penieos e ad est con l’Ossa. La pianura di Keserli è divisa in due parti dalla collina di Baltsi: a nord si chiama Kalamitsa a sud è costituita dall’altopiano di Toibasi. Era una zona molto ambita per la sua fertilità e un popolo qui si alternò all’altro nel suo possesso: Pelasgi, Magneti, e i Tessali che conquistarono anche le propaggini orientali delle montagne (da Elatia alla pianura amirica). A sud la pianura è delimitata da una bassa catena, la Gedik Ortan. Da entrambi i lati lascia un passaggio per la pianura presso Karalar fino all’Amaschi e al lago Boibe. La pianura presso Karalar collega la piana di Larisa con la pianura di Agya. Quest’ultima si addentra tra l’Ossa e il Mavrovumi. A nord di Desjani si erge un doppio colle, quello occidentale scende verso Vakufika e da luogo alla valle del Deres che convoglia le sue acque nella zona paludosa di Asmaki (pianura di Agja). Più a sud ci sono le rovine di una città ellenica a est di Kastri. In questa zona a nord del lago Boibe si situavano Lakereia, città nell’età arcaica, e Amyros nei periodi arcaico ed ellenistico. Sui colli gemelli della pianura dotia tra Lakereia e Amyros abitavano gli antenati dei Magneti, pretessali, e quindi, i colli, appartenevano alla Magnesia. Oltre al fiume Amyris, l’unico corso d’acqua di questa zona è il Deres che sfocia nella paludi di Asmaki, nell’antichità nel lago Boibe. Nei tempi antichi Amyros deve aver posseduto la pianura di Karalar, il suo eponimo è menzionato tra gli Argonauti. La zona lacustre e paludosa si estende da Kaprena fino a nord Chasabali (palude Nessonis) ed al Peneios. La parte più bassa è costituita dal lago Boibe, nei periodi di piena l’Asmaki convoglia l’acqua sia nel lago che nel Peneios. L’antico lago di Boibe confinava a sud con il territorio di Pherai e le propaggini del Pelio, a nord con il Dotion fino alla palude (lago) Nessonis. A est del lago di Boibe tra Kastri e Plasja la montagna incombe vicino al lago, a ovest i litorali sono coperti da basse piante palustri. Sul bordo orientale del lago, presso Alifaklar, si trovano un insediamento preistorico; sorgevano due città attestate alla Magnesia, sono state trovate delle rovine elleniche e alcune tombe di età geometrica: Boibe presso Kanalja e Glaphyrai presso Kaprena.

16 La piana costiera di Volo §

La piana costiera di Volo. La piana di Volo è delimitata a ovest dalla collina di Demetrias e a est dal monte di Goritsa che costituisce un confine con la pianura di Agrja e Lechonja. Sopra la piana di Volo si erge il Pelio, a nord invece la pianura è circondata da una cortina uniforme di colline che vanno fino al lago di Boibe e che costituiscono il collegamento tra il Pelio e i rilievi della Tessaglia interna. La sella del Pilaftepe interrompe la dorsale delle montagne e permette l’accesso alla Tessaglia interna (Larisa). Questa pianura costiera è stata zona di contese: per la Tessaglia costituiva un comodo accesso al mare. La prosperità delle città che fiorirono una dopo l’altra, si fondò sul dominio del golfo: Aison nel periodo neolitico, Iolkos età minoica, Pegasai età arcaica e classica, Demetrias bizantina e Volo turca e neogreca.

17 Gli insediamenti preistorici di Sesklo a Volo §

Gli insediamenti preistorici di Sesklo a Volo. Kastraki di Sesklo è l’insediamento più antico, fiorì nella prima e seconda fase del neolitico. Nell’età micenea l’insediamento più importante fu quello di Iolkos a nord del kastro di Volo. Qui furono rinvenute tracce di un palazzo miceneo, vasi nello stile tardo miceneo e protogeometrico. Iolkos dominava la pianura e il mare; infatti, fu trovata una necropoli nella penisola di Tarsanas. A Dimini, ormai disabitata, i signori di Iolkos costruirono le loro tombe a Tholos. A nord-ovest di Iolkos, a Paspalja, fu rinvenuta una tomba dell’età geometrica Tessala, che con tecnica scadente imita quella delle tombe a Tholos micenee. Nell’età preistorica ci fu uno spostamento da Sesklo a Iolkos, cioè dalla montagna verso il mare. Aison (Dimini) nel mito è rivale di Iolkos. Aison fu cercata a Sesklo peró doveva trovarsi presso Dimini. In età storica Iolkos, anche secondo il mito, doveva essere dominata dai Tessali; quest’ultimi fondarono il porto di Pagasai in una posizione, per loro, più congeniale: Iolkos perse la funzione di città più importante.

18 Pagasai §

Pagasai, Amphanai e Demetrias. Il problema era dove cercare Pagasai, se identificare Demetrias con Pagasai o nei pressi. Dopo gli scavi Pagasai fu rinvenuta a sud di Demetrias. Le mura di Pagasai passavano nel territorio poi di Demetrias, anche se parte delle mura sono state usate per costruire quelle di Demetrias. La sovrapposizione delle due città è indicata anche in Strabone e Plinio. La città si trovava a mezzo km dal mare. Pagasai ha una ricca storia. Dal mito essa era sede dell’oracolo di Apollo e patria di Cicno. Cicno fu ucciso dai Tessali. Il nome Pagasai non è annoverato nel catalogo delle navi, e doveva essere piú recente del mito di Cicno. Questo nome fu probabilmente dato dai conquistatori tessali nel VI secolo. Pagasai non divenne una città della lega tessale ma fu unita alla Pelasgiotide come territorio di Pherai. Grazie alla sua posizione ed al suo porto si sviluppò e divenne più ricca di Pherai anche se non coniò monete poiché kome di Pherai. Filippo II strappò Pagasai alla Pelasgotide e la unì alla Magnesia. Amphanai è più antica di Pagasai si trovava tra il capo Pyrrha e Pagasai. I suoi resti si situano sulla montagna di Soros. Demetrias fu fondata nel 293 da Demetrio Poliorcete e il sinecismo incluse tutti i centri da Tempe a Sepias. La città aveva una posizione importante per i re Macedoni, raggiungibile da terra, aggirando Tempe, e per mare dalla Macedonia. Filippo V (di Macedonia) ne fece il pilastro principale del suo regno, con Corinto e Calcide. Nel 196 a.C. Demetrias passò ai romani e nel 194 fu inclusa nel koinon dei Magneti. A questo punto venne a contrasto con gli altri centri della Magnesia che volevano una sympoliteia più libera, mentre Demetrias voleva un rapporto di sudditanza. In ogni caso Demetrias rimase la polis per eccellenza, ed impose a Homolion il proprio diritto esclusivo di rappresentanza dei Magneti a Delfi, mantenne il titolo di capitale della Magnesia fino a Diocleziano. Demetrias fu costruita in posizione più solida di Pagasai. La montagna e il mare proteggevano la città, mentre la pianura fornì lo spazio per l’espansione. Inoltre la città ebbe due porti, Halykai a sud e presso Tarsanas a nord. Le mura seguono la cresta della montagna. Il perimetro totale è di 7 km con 76 torri conservate. Demetrias aveva due Acropoli. Una molto in alto, l’altra è l’antica rocca di Pagasai. L’Acropoli è molto adatta come punto di ricezione dei segnali di fuochi (99- 100).

19 Iolkos §

Iolkos, Orminion e Neleia. Orminion si trova sulla strada tra Iolkos e Methone, nel golfo di Pagasai ai piedi del Pelio, lo desumiamo dalle fonti di Strabone e Plinio che indica Iolkos tra Demetrias e Orminion. In età preistorica l’insediamento doveva trovarsi nella pianura a nord- ovest di Goritsa; solo in età ellenica la città si spostò sulla sommità della collina di Goritsa. La collina si erge tra il torrente Alimerja e la pianura di Agrja giungendo al mare. Fin quando la posizione di Demetrias ed Ormionion rimaneva dubbia, anche quella di Neleia era incerta. Secondo Strabone, Neleia era vicino a Demetrias in direzione nord; ciò è indicato anche da un’iscrizione e da monete, poiché il santuario di Afrodite Neleia doveva trovarsi nei pressi del kastro di Volo. Con il ritrovamento del sito di Neleia, le tre città di Pagasai, Neleia e Orminion si possono collocare nei pressi di Demetrias.

20 Confini §

Confini. Da Pagasai alla foce del Peneios la Magnesia confina con lo stesso mare. Il Peneios, dal ponte di Homolion, è il confine tra la Magnesia e la Macedonia. Tempe apparteneva alla Tessaglia e vicino al ponte di Homolion passava il confine con la Perrebia. La parte occidentale dell’Ossa rimase Tessala in direzione di Lakereia. Tutto il resto del sistema montuoso apparteneva alla Magnesia. Dal lago di Boibe a Pagasai il confine cambiò spesso, i Tessali occuparono la zona fino a Pagasai ai danni dei Magneti. Filippo II poi riunì nuovamente Pagasai alla Magnesia. A sud il confine era tra Pagasai e Amphanai.

La Tessaglia

21 La Tessaglia vera e propria è delimitata da sistemi montuosi §

La Tessaglia vera e propria è delimitata da sistemi montuosi, a nord il Chasja, a sud l’Otrys, ad est il Pindo, a ovest l’Olimpo, l’Ossa e il Pelio. All’interno tre larghi bacini di Trikkala, Larisa e Volo. Il risultato di questa conformazione, già in età storica, è la supremazia delle due pianure all’interno del paese e l’isolamento delle zone perieciche. La pianura occidentale di Trikkala è quasi completamente piatta, è inclinata da ovest ad est. I torrenti che provengono dai versanti orientali e settentrionali sono ricchi vene d’acqua che attraversano tutta la pianura e convogliano nel Peneios. La zona collinare centro-tessala si divide in tre parti: a nord-ovest si trovano il Dobrudscha e il Dogandschidag e a sud-est il Karadag, le colline sono più alte e hanno una media 300-350 m (max 800); il centro tra Krannon e Skotussa ha una media 100-150 m. La pianura orientale di Larisa è più ondulata e presenta una depressione a sud-est verso il lago di Boibe, cosi l’avvallamento più profondo si trova a ridosso della montagna. I ruscelli che provengono dal lato occidentale non irrigano la pianura ma convogliano nel lago. I torrenti che dalla zona collinare centro-tessala scendono verso la pianura sono disseccati, per cui la pianura presenta da un lato carenza d’acqua e dall’altro zone paludose e lacustri. In questa pianura fertile cresce il grano. Il clima della Tessaglia è caldo in estate e gelido in inverno, poiché le montagne che la circondano mitigano il clima temperato che arriva dal mare. Tutte le tre pianure digradano da ovest a est: il bacino di Volo, è sommerso dal mare, esso costituisce oltre a Tempe, l’unico accesso al mare dalla Tessaglia.

22 Il bacino del Peneios §

Il bacino del Peneios. Si distinguono due corsi d’acqua, il Penieos e l’Enipeus. Il Peneios nasce sul Pindo presso il valico Metsovon. Dopo il suo ingresso nella pianura riceve da sinistra tutte le acque della Chasja (Lethaios, Ion, Neochotiris), da sud affluiscono i torrenti provenienti dal Pindo, il Bljuris, Mega o Pamisos, Karumbalis o Onochonos. Il Sofatidikos o Kuaris riceve i torrenti che arrivano dalla Dolopia, l’Apidanos e l’Epineus confluiscono nell’Apidanos, che prende il nome dei due fiumi uniti. Dall’Otrys arriva l’affluente più grande l’Epineus. Esso nasce presso Meliteia, attraversa l’altopiano di Avaritsa, entra nella pianura, passa nel luogo della battaglia del 48 a.C. (Cesare batté Pompeo) a nord di Pharsalos, si unisce a quattro fiumi che scorrono verso il Peneios. Quest’angolo nord orientale è il punto più basso della pianura, l’acqua si raccoglie in lago e in palude (Limniaion). Dopo aver raccolto le acque della pianura settentrionale, il Penieos entra nella regione collinare del centro della Tessaglia, attraversa la Pelasgiotide con andamento tortuoso. A sud di Larisa riversa le proprie acque nell’Asmaki e nel lago di Boibe. Nella zona nord-orientale riceve il Titaresios, a Musalar penetra in una stretta valle, da qui scorre nella pianura di Gonnos e il Dotion, e porta le sue acque nel mare.

23 Storia dei Tessali §

Storia dei Tessali. I più antichi abitanti della pianura tessala erano i Pelasgi. Essi occupavano la Tessaliotide e il Dotion, il loro nome rimane nella Pelasgiotide. Gli Eoli, di sangue greco, occuparono la Tessaliotide col nome di Eolide. I Beoti occuparono poi la regione. Da ovest giunsero i Tessali che sconfissero i Beoti ed occuparono tutta la pianura, la parte occidentale prese da loro il nome, la parte orientale mantenne i nomi pretessali di Pelasgiotide e Ftiotide. L’emigrazione da ovest a est e documentata dai toponimi, verso est mantennero i nomi originari, a ovest furono cambiati. Gli abitanti originari o emigrarono o si spinsero sulle montagne. La massa si sottomise e coltivò la terra per conto dei Tessali: i Penesti. I Tessali divisero il paese in quattro parti, escludendo i popoli marginali. Probabilmente la divisione risale dalle tribù. La tetrarchia è testimoniata fino a Filippo II, la divisione tra le tetradi e le zone perieciche scomparve con Augusto. Il nome Tessaglia incluse le zone a nord dell’Acaia, al di la delle Termopili, fino alla Perrebia.

La Pelasgiotide

24 Ossa e rilievi centrali §

Ossa e rilievi centrali. La pianura di Larisa non raggiunge l’Ossa, poiché è preceduta dal sistema montuoso del Chadabaljotico e dell’Erimon che divide la pianura Pelasgica da quella di Keserli. Questo secondo sistema montuoso centrale tessalo si estende dall’Ossa verso ovest, a Marmariani si stacca e prosegue verso sud-ovest fino al colle Chabasali. Questa dorsale si spinge poi a nord fino a Mopsion. Più a nord si situa l’Erimon, una regione collinare circondata su tre lati dal Peneios che la separa a nord dal basso Olimpo. Gli insediamenti antichi si trovano sui versanti nord-occidentali presso Bakrena e Satobasi. La pianura di Keserli fu dominata dalle città delle pendici dell’Ossa, Elatia e Sykyrion.

25 Le città sul versante dell’Ossa e Mopsion §

Le città sul versante dell’Ossa e Mopsion. Elatia insieme a Gonnos era una delle fortezze di Tempe. Elatia si trovava nel Dotion, le rovine sono circondate da mura arcaiche di pietra. Nell’acropoli cinta da queste mura vi è un tempio di forma ovale, come nella vicina città di Gonnos. Mopsion si trovava a metà della strada tra Gonnos e Larisa, abbastanza vicina all’Erimon perché alcuni suoi abitanti possedevano delle terre sulla riva destra del Peneios sia perché Perseo (Perseo figlio di Filippo V, nel 171 confronto diretto con i romani, terza guerra macedonica, e dopo alcuni successi, fu sconfitto a Pidna 168) poté contare su un veloce intervento della falange, che era lì, nel territorio di Phalanna. Ci corrisponde alle rovine della città di Drachmani. Sykyrion è il punto di partenza e di arrivo delle marce di Perseo. Tempe era la sua fortezza, di conseguenza va cercata vicino a Tempe, nei pressi di Mikrokeserli. La città era addossata all’Ossa, gli scavi rinvennero le fondamenta di un tempio di Eracle (?). Sull’Erimon una città sorella di Mopsion era Gyrton che apparteneva alla Perrebia, ma in età storica risulta della Pelasgiotide. Deve essere cercata vicino a Larisa sulla via seguita da Perseo da Phalanna e Gonnos, sulla riva destra del Peneios. La rovina è presso Bakrena; qui si trova la gola, tra fiume e monte, dove l’esercito di Perseo fu sconfitto. La città ellenica sorgeva sulla montagna. Konda doveva trovarsi un po’ più a nord. Konda e Mopsion si dividevano il territorio dell’Erimon settentrionale. Gonnos e Konda entrarono in lite per possesso del pendio settentrionale dell’Erimon. Minya doveva trovarsi sulle montagne Minye a causa del nome in corrispondenza dell’antica Halmonia (i Minii). La palude Nessonis è costituita dagli straripamenti del Peneios, che si riversano dell’Asmaki, e dai torrenti che sgorgano ai piedi della montagna. Strabone ci fa sapere che era più grande del lago di Boibe. A nord la palude arriva fino a Bakrena, a sud il confine con il lago di Boibe è indefinito. E’ molto fertile. Larisa è da sempre la capitale del paese, si trova al centro della pianura che le ha da sempre procurato prosperità. Il nome è di origine Pelasgico come Pelasgiotide si chiama tutta la regione. All’inizio dell’età storica la città era dominata dagli Alevadi che erano i signori di tutta la Tessaglia. Con la loro politica errata, durante l’invasione persiana, persero l’autonomia politica ma mantennero quell’economica. Nella guerra del Peloponneso fu organizzata in due fazioni, una con orientamento più aristocratico dell’altra. Con una politica di alleanze (Tebe, Macedonia) riuscì a rivaleggiare con Pherai. Con l’egemonia della Macedonia perdette la sua autonomia. Divenne fedele alleata di Roma: la decadenza iniziò, però, con le guerre civili romane. In età imperiale divenne il centro di una rete stradale. Anche con i Bizantini prima e i Turchi poi, mantenne la sua posizione di preminenza nella regione. Il Peneios descrive a nord della città un ansa a forma di cerchio quasi chiusa. In prossimità della strozzatura che forma l’ansa si erge l’acropoli, la città si estende a semicerchio. La collina dell’acropoli accoglieva già un insediamento in età preistorica. L’unico tempio sull’acropoli era quello di Atena Polias. L’acropoli era separata dal resto della città bassa da un muro trasversale. Al limite occidentale della collina si erge la Metropolis (chiesa), ad est fu costruito il teatro. In prossimità del Peneios c’è un’altra collina, tra questa e l’acropoli passa la strada che porta al guado sul Peneios, il cui controllo fu lo scopo originario della fondazione della città. La città bassa in zona pianeggiante era senza fortificazioni naturali; dall’Acropoli dovevano partire due bracci di mura che seguivano il corso del Peneios, le parti finali dei due bracci dovevano essere uniti a sud da un arco piegato. Le mura erano interrotte dalle porte verso le maggiori città della regione: Trikkala, Krannon, Pharsalos, Demetrias, Amyros e Tempe. I due principali templi della città bassa sono noti da iscrizioni, quello di Apollo Kerdeios (archivio cittadino) e quello di Zeus Eleutherios (decreti lega tessala).

26 Siti lungo il Peneios a monte di Larisa §

Siti lungo il Peneios a monte di Larisa. Le città antiche più importanti erano: Gremos a nord di Larisa, insediamento di tutti i periodi; Argura sul Peneios a est di Gremos; le rovine di Gunitsa si trovano sulla cornice montuosa della pianura sul Peneios. La pianura Pelagica inizia ai suoi piedi. Le mura erano solo a nord, poiché a sud e a ovest c’era una fortificazione artificiale. La città alta era divisa dalla città bassa da un muro trasversale. Le rovine di Alifaka sono quelle dell’antica città di Atrax. Le rovine presentano una fase arcaica, ellenistica e bizantina. La città antica di Atrax apparteneva alla Perrebia come Gyrton e Mopsion; in età storica apparteneva alla Pelasgiotide. La città doveva essere fortificata e costituì una fortezza macedone. La città bassa si trovava nella pianura. Nel 191 diventò una base dei romani. La città diede alla lega tessala strateghi e ieromnemoni. Doveva esserci un tempio di Poseidon.

27 Il tratto Larisa-Pherai §

Il tratto Larisa-Pherai. Nella pianura che si estende a sud-est di Larisa ci sono molti insediamenti preistorici. Armenion dovrebbe essersi trovata presso Petra, Kerkinion sulla montagna dalla parte opposta della ferrovia. Pherai era addossata al Chalkodion, davanti aveva la pianura che andava fino al lago di Boibe. Pherai era già nominata in Omero, i suoi sovrani parteciparono alla guerra di Troia. Pherai divenne prospera dopo la fondazione di Pagasai, principale porto della Tessaglia. Insieme a quest’ultima, Meliteia e Skotussa, coniarono monete in contrapposizione a Larisa. Con Giasone divenne più potente di Larisa. Il tago accolse la cultura greca del sud e tentò di divenire una potenza greca, ma dopo di lui, i successori, consegnarono la Tessaglia alla Macedonia. Pherai fu separata da Pagasai, Filippo II la unì alla Magnesia, e perse il suo primato; per questa ragione rimase sempre anti-macedone. Appena poté colse l’occasione di unirsi ai romani contro i macedoni. Con la fine del II secolo le informazioni su Pherai cessano. La parte più antica della città si trovava sulla collina preistorica più alta e più grande della Tessaglia. Pherai è un nome pretessalo, sopravvisse ai Tessali; la stirpe egemone era della tribù Eolica, così l’insediamento preistorico divenne l’Acropoli della città. Non si vedono mura, ma era molto solida. La città si estese nel IV secolo, si creo una città a doppia cima, da qui partivano i bracci di mura che scendevano lungo il pendio verso la pianura. Un muro trasversale separava la città alta dalla città bassa. Sulla collina preistorica furono rinvenute tombe di età ellenica. La presenza di un muro esterno ed un interno divisorio è documentato letterariamente: Antioco (re di Siria venne in Grecia chiamato dagli Etoli contro i romani nel 192) attaccò la città dalla pianura, dopo una breve difesa, i cittadini si rifugiarono nella città interna.

28 Il tratto Pherai-Krannon §

Il tratto Pherai-Krannon. A ovest di Pheari si alzano le copule di una spoglia montagna. Essa è divisa da un avvallamento, a nord la montagna Karadag e a sud un’altra Karadag. Da queste due cime tutta la montagna prende il nome Karadag o Mavrovuni. L’unico torrente di queste parti è il Platanorevma che ha sempre acque e che finisce nell’Asmaki. A ovest del Karadag c’è la zona collinare del Kynoskephalai (vi sono rovine ancora non esaminate). Su queste colline vi erano i campi di grano di Skotussa, una città della Pelasgiotide. I resti si trovano a sud di Supli. A nord le mura seguono il Platanorevma, a sud seguono una valle senza acqua. L’Acropoli era situata a sud-ovest. Due porte a est e a ovest fanno breccia nelle mura. A sud confinava con il territorio di Pharsalos, a ovest si trovava la città di Krannon. Sulla fertilità del territorio circostante si basava la prosperità di Skotussa (nel 197 Filippo V si approvvigiono, nel 48 anche Cesare desiderava rifornirsi). L’alleanza tra Skotussa e Pherai era legata all’esportazione di grano (la spiga figurava sulle monete), per cui la città era importante già dal V secolo. Dopo il 196 divenne uno dei centri più importanti della lega tessala con Larisa e Pherai. La posizione di Melambion e dell’Onchestos (torrente) la dobbiamo dedurre dalla battaglia di Kynoskephalai (pag. 144). Krannon città della Pelasgiotide, confinava a ovest con Skotussa. Gli scavi indicano insediamenti fin dall’età del bronzo. La città nel VI e V secolo riuscì a competere con le città principali della Tessaglia, sfruttando le rendite della pianura e dei pascoli montani. La città perse d’importanza con l’aumento degli scambi nei grandi circuiti commerciali: la pianura era troppo piccola ed inoltre la posizione della città non era favorevole.

29 Confini §

Confini. La Pelasgiotide confinava a nord-est con il ponte del Peneios presso Homolion. Includeva il versante occidentale e nord-occidentale dell’Ossa fino alla pianura amirica. Poi scendeva verso sud lungo la palude e la riva occidentale del lago di Boibe. A Pagasai il confine mutò. Il tratto Amphanai Capo Pyrrha rimase sempre alla Pelasgiotide. Il confine correva verso ovest seguendo la parte meridionale del Karadag. Il territorio di Skotussa era della Pelasgiotide, così come quello di Atrax e Krannon. A nord nel territorio di Argura e Larisa, comprendeva la riva sinistra del Peneios, a Tempe il fiume determinava il confine con la Perrebia.

Istieotide

30 La Chasja §

La Chasja. Histiaiotis è un nome pretessalo e sembra che un tempo indicasse la Tessaglia settentrionale tra il Pindo, l’alta Macedonia e l’Olimpo-Ossa. Prima ancora si chiamava Doride, devono averla abitata i Dori e poi i Perrebi. In epoca storica si staccava dalla Perrebia e la regione comprendeva le montagne di Trikkala, con a nord il Chasja (dal monte della sua catena principale) e a ovest il Pindo. La Chasja va da ovest dall’Ostarvon a est fino al Mitrista. Le montagne più alte si trovano ad est: il Padi e più a ovest l’Oxya. Verso sud le montagne digradano: Neo Smoljia, Tsevrodon, Ardamon. Questo sistema montuoso è aperto a ovest dalle valli del Murganis e del Trikkolitis a sud dal Neochoritis. A nord il passaggio verso l’alta Macedonia è presso Velemisti. Il fiume Murgani (Ion) nasce dal Mitritsa e scorre parallelo per tutta la Chasja e sfocia nel Chan Murgani. In questa zona sono da cercare due antiche città: Mondaia e Oxyneia. Il territorio di Mondaia confinava con quello di Azoros, doveva trovarsi nell’altopiano del Diskata, poiché non si trovava lungo una strada di collegamento militare. La posizione di Oxyneia è ancora dubbia, forse si trovava sull’Ion forse presso Meritsa. Sulla sponda destra del Neochoritos presso Neochorion sono state trovate delle rovine; possiamo proporre il nome di Oichalia, già presente nel catalogo della navi come centro vicino a Trikka.

31 Da Phayttos a Trikka §

Da Phayttos a Trikka. La città più occidentale tra i monti e il Peneios è Phayttos identificata con Zarkos. La città si trova tra il Kutra (nord) e il Dobrudscha (a sud) all’entrata del Peneios nella gola di kalamaki. La città confinava con l’Ereikinion perrebica. La Chasja si dirama in quattro lingue rocciose verso sud: Tsjoti, Neochorion, Paleogardiki, Trikkala. In questa zona tre città si trovano a sinistra del Peneios: Trikka, Pelinnaion, Pharkadon. Le rovine di Pharkadon sono state identificate presso Klokoto, dal momento che è menzionata tra Pelinnaios e Atrax sulla riva sinistra del Peneios. Pelinna era una città della Tessaglia. Si trovava tra Trikka e Pharkadon, costituiva con Trikka, Gomphoi e Metropolis al quadrilatero costituito da quattro fortezze; per cui va identificata con le rovine di Paleogardiki. Il nome Trikka deriva dalle tre cime nelle quali terminano le propaggini della Chasja. L’Acropoli si trova nell’abbraccio del Trikkalinos (Lethaios), che lo circonda in modo tale che la fortificazione era necessaria solo a nord-est e a est. La città antica si trovava sull’incrocio delle strade che conducevano a Larisa e alla Macedonia. Le tre città di Pelinna, Pharkadon e Trikka essendo vicine si condizionarono nel loro sviluppo. Trikka è il centro più antico che risale al tempo del mito. Trikka e Pharkadon erano alleate di Larisa, con la città coniarono monete. Pelinna, invece, divenne alleata della Macedonia con Filippo II e grazie a questo appoggio vinse le due vicine. Quando Filippo occupò (352) Pharkadon, Pelinna iniziò il suo periodo di migliore prosperità. Pelinna si avvantaggiò nei confronti delle sue vicine, occupando parte del loro territorio. Rimase sempre alleata dei Macedoni, divenendone base (guerra Lamiaca) e fortezza. Ebbe un ruolo anche nel periodo delle battaglie con Roma, per la sua posizione nel passaggio tra il Peneios e l’Europos.

32 La valle del Peneios da Trikka a Zygos §

La valle del Peneios da Trikka a Zygos. L’estremità nord occidentale termina con una valle che si restringe come in cuneo nella montagna. In questa valle scorrono il Trikkalis, alle pendici della Chasja, e il Peneios, alle pendici del Pindo. A nord di Trikkala la pianura è delimitata dai monti di Ardani (dove ci sono rovine non identificate), di Sklatena e di Voivoda. Il Trikkalis nasce in Chasja presso Bursjani, entra nella pianura presso Kuveltsi, Lambisce le montagne, bagna Trikka e sfocia del Penesios presso Klokoto. Più a nord ci sono i conventi sospesi delle Meteore. Le città antiche più importanti in questa zona erano Aiginion presso Kalabaka, la città si trovava all’incrocio delle strade per l’Epiro che proveniva dal passo dello Zygos, e l’alta Macedonia. Per un breve periodo di tempo la città appartenne alla Macedonia (191, 167), al territorio della Tymphaia. Il confine tra Epiro e Tessaglia è controverso: il confine naturale arrivava fino alle sorgenti del Peneios e presso Zygos “alle porte degli Elleni”. Nel V e IV secolo, nel periodo di maggiore espansione della Tessaglia, il confine si estese su parte dell’Epiro: per questa ragione a volte si attribuiscono alla Tessaglia popoli epiroti affini come i Tymphei. Nella parte occidentale del Peneios, da Aiginion a Trikka, c’è la parete del Kozjakas e del Kerketion, sul versante orientale sono conosciute tre rovine di città: più a nord Phaloreia che è la prima città della Tessaglia per chi viene dall’Epiro (distrutta da Flaminino nel 198); sotto Pialeia alle pendici del Kerketion; l’altra, senza nome, molto più a sud tra i villaggi di Karvunolepenista e Xyloparikon.

33 Gomphoi e dintorni §

Gomphoi e dintorni. A ovest di Gomphoi, la gola di Porta costituiva il confine con l’Atamania. Musaki e Porta erano i due valichi, dominati da Gomphoi, che collegavano la pianura alla catena del Kozjakas. Nella estremità orientale della gola si trova il paese di Porta Pazar, sopra di essa si trovano i resti di una fortezza di età ellenica, l’Athenanion. Nella valle superiore del Portaikos tra i pardi di Turna e kalojeri, si trova un “kastraki” di pietre elleniche, il castellum Poetneum. I resti di Gomphoi si trovano tra Musaki e Velesti. Le mura della città ad occidente erano appoggiate alle alture, a est il Bljrius scorre vicino alla città. Gomphoi era una delle maggiori attrazioni della Tessaglia grazie alla connessione montagna, acqua e pianura (molto fertile). Essa sorse nel IV secolo probabilmente da sinecismo con i villaggi vicini e apparteneva al quadrilatero fortificato dell’Istieotide. Filippo II la favorì come fortezza di confine con l’Atamania e le cambiò anche il nome in Philippoi. Dopo il 330 riacquistò il vecchio nome. La città ebbe un ruolo importante nella storia militare poiché controllava la strada verso l’Atamania, tanto che Flaminino fece costruire un deposito per le provviste che arrivavano da Ambracia. Sulle montagne lungo la strada per chi proviene da Gomphoi si trovava l’antica Argethia, sul lato dell’Atamania invece Ethopia: tutte località conosciute dalla spedizione militare di Filippo del 189. Dal 199 al 185 a.C. Gomphoi appartenne all’Atamania, poi tornò alla Tessaglia. Nella pianura tra Trikka e Gomphoi sono segnalati numerosi resti di siti antichi, qui è cercata Phaeca presso Veletsi.

34 Da Gomphoi a Metropolis §

Da Gomphoi a Metropolis. Da Gomphoi i monti si protendono verso sud. Presso questi monti si trovavano Metropolis e Ithome, un tempo le due città dominanti. Metropolis è nata da sinecismo “volontario”, nel V secolo, con altri centri vicini come Pyrgos, Gralitsa, e rovine presso Vunesi e Stephani. Metropolis costituiva l’angolo sud orientale delle quattro fortezze dell’Istieotide. All’inizio del I secolo d.C. la città venne in lite con Kierion probabilmente per il confine costituito dal fiume Karumbalis. L’ubicazione antica si trova presso Paleokastro. Ithome si trovava invece all’interno del quadrilatero, presso l’odierna Fanari.

35 Confini §

Confini. Nelle montagne a nord confinava con la Perrebia presso il valico di Elevtherochori, da qui a nord la valle dell’Europos era Perrebica, mentre la regione montuosa dello Tsevrochon e del Mitritsa era dell’Istieotide. Verso l’alta Macedonia la valle di Diskata era della Istieotide. A ovest il confine passava per i monti del Kratsovon verso la Macedonia e l’Epiro, il Kerketion verso l’Epiro. A sud di Gomphoi, Gralista e Portitsa costituivano il confine con la Dolopia. Tra Metropolis e Kierion l’Istieotide confinava con la Tessaliotide, i fiumi Karumbalis e, dopo, l’Enipeus segnavano il confine. Il confine con la Pelasgiotide era tra Atrax e Phayttos.

La Tessaliotide.

36 La Tessaliotide porta il nome dei conquistatori Tessali… §

La Tessaliotide porta il nome dei conquistatori Tessali che hanno occupato il territorio che in età preistorica era abitato dagli Eoli. La capitale Kierion si situava nel sito dell’antica capitale Arne, sul fiume Kuarios. Si trovava tra Maskoluri e Pyrgos su una collina che si innalza nella pianura circostante. I Tessali immigrati spostarono l’insediamento della città più in alto sulla montagna. In questa zona il clima è caldo d’estate e gelido d’inverno. Altre città antiche intorno a Kierios si trovavano presso Hermitsi (a nord), presso Kupritsi (a sud) si trovava Thetonion. Sul bordo meridionale della pianura presso il monte Katachloron si trovava Kallithera presso Seklitsa, attaccata dagli Etoli nel 198. A nord la Tessaliotide includeva da una parte le confluenze di diversi fiumi, dall’altra una parte delle montagne centrali del Dobrudscha (Titanos) centrale e del Dogandschidag meridionale. In questa regione si trovava Phakion, ultimo sito della Tessaglia in direzione della Perrebia, vicino alla confluenza tra l’Enipeus e il Peneios e tra l’Enipeus e le montagne, nella quale Bradisa passò la notte quando andò da Pharsalos alla valle dell’Europos via Elevtherochori. A nord-est di Kierion ci sono le rovine della città di montagna Phyllos. Più a nord nella zona del fiume si trovava Peirasia, che confinava con la Perrebia, alla confluenza tra l’Apidanos con l’Enipeus, presso le rovine a sud di Vlochos. La città era situata a est dal Mavrovuni e il fiume, a ovest è circondata da acque stagnanti e quindi si trovava in una posizione sicura. Iresiai doveva trovarsi nello stesso sito dove sorgeva Peirasia, ma non è possibile giungere ad una conclusione per le diverse versioni del nome. La Tessaliotide era circondata da regioni Tessale, a est dalla Pelasgiotide, a sud dalla Ftiotide e dalla Dolopia, a ovest e a nord dalla Istiotide.

37 La Tetrade Ftiotide §

La Tetrade Ftiotide. I Tessali conquistatori divisero la Ftiotide in due parti: la Tetrade Ftiotide corrisponde al territorio della capitale Pharsalos ne fecero una regione Tessala; l’Acaia Ftiodite divenne una zona periecica (non Tessala) sottomessa. Pharsalos, era sul sito dell’antica capitala Phthia, appartenne sempre alla Tessaglia. Dominava la pianura e la regione montuosa dell’Acaia. Come Larisa influenzo i Perrebi, Pharsalos influenzo gli Achei. Nei primi secoli della sua esistenza Pharsalos fu in competizione con Larisa. Nella seconda metà del V secolo Larisa detenne la supremazia economica, Pharsalos il potere politico. Nella competizione tra Larisa e Pherai Pharsalos stette con quest’ultima, ma dovette poi abbandonare il dominio sull’Acaia a Pherai. Attraverso l’alleanza con Filippo II essa ritorno ad avere almeno in controllo del porto di Halos in Acaia, e riuscì a superare Larisa e ad ottenere la guida militare e politica. La prosperità della città comincio dalla metà del IV secolo. Con la guerra Lamiaca perse il favore dei Macedoni, nel II secolo fu oggetto di contesa tra l’Acaia Etolica e la Pelasgiotide Macedone e perse per sempre la sua influenza. Pharsalos mostra il tipico sviluppo di una città Tessala. Dalla collina preistorica situata nella pianura i Tessali spostarono la sede della loro città sull’imponente altura della rocca. L’inclusione della pianura all’interno delle mura garanti maggiore comodità, ma richiese maggiori fortificazioni; esse poterono essere fatte nel periodo di maggiore prosperità della città. A sud ed a est alcune gole impedirono l’allungamento, per cui la città si allargò in direzione nord e ovest. Le mura erano integrate, ad est, con il fiume Apidanos che costituiva un efficace fronte difensivo. Al territorio della città apparteneva il lungo lembo di pianura fino a Eretria. Qui si trovava il Thetideion a nord della valle dell’Enipeus tra Orman Magula e Bekides. Qui c’è il problema dell’individuazione di Pelaopharsalos, alcuni indicano le rovine ancora non chiare. (pag. 182-183).

38 Confini §

Confini. A ovest con la Tessaliotide non c’è un confine naturale, si può solo supporre che passasse tra Phyllos e Thetonion descrivendo un arco. I confini con l’Acaia erano Karafla, l’altopiano di Risi e l’Enipeus presso koloklobasi a est, il Thetideion a nord con la Pelasgiotide.

Le regioni perieciche meridionali

La Dolopia.

39 Il Pindo inizia al confine con l’alta Macedonia §

Il Pindo inizia al confine con l’alta Macedonia, qui la montagna si può valicare mediante un’unica salita che collega la Tessaglia con l’Epiro. Più a sud nell’altopiano di Agrafa vi sono valli in direzione nord-sud difficilmente valicabili, in direzione est-ovest, che costituiscono un confine naturale tra la Tessaglia e l’Epiro. E’ nota l’esistenza di un percorso peraltro difficile, tra Gomphoi ed Ambracia. A sud il Pindo confina con il Veluchi; a sud-est si estende fino alla Ftiotide e all’Othrys. A est si spinge tra la pianura dell’alta Tessaglia e la pianura dello Spercheios; anche qui le valli si intrecciano ripetutamente, cosi che i sentieri sono difficilmente praticabili. A nord della pianura, ricco di precipitazioni, i torrenti hanno acqua, anche in estate, che portano nel Sofaditikos, a contrario a sud i torrenti sono molto più asciutti. I Dolopi anche in età antica erano sottomessi al regno di Ftiotico di Peleo. Nell’antica Grecia i Dolopi erano rappresentati a Delfi. Costituirono sempre un piccolo popolo, sottomessi, in epoca storica, ai Tessali. Passarono poi sotto il dominio degli Etoli e dei Macedoni; solo con Roma divennero liberi ma per divenire oggetto di sfruttamento. Insieme ai Dori erano l’unico popolo dell’Ellade a non avere sbocco sul mare. Il loro fiume principale è la Megdova (Acheloos), che nasce del Nevropolis e passa il confine tra Dolopia e Atamania. Nel Nevropolis il confine con l’Atamania doveva essere costituito dal Karava e dal Butsikaki, a est il confine con l’Isteiotide doveva passare tra Koroni e Blasdu. Più a sud il confine con l’Etolia doveva passare sulle alture tra la Megdova, l’Agrafjotikos e il Veluchi. Le più importanti città antiche della Dolopia erano presso Rentina e Anodranista. Le rovine presso Rentina sono state indicate per la città antica di Angeia, mentre la capitale più antica era Ktimenai presso Anodranista. Ktimemai si trovava ad ovest del lago di Xynias. La fioritura di Angeia è più recente, ricostruita nel II secolo dopo essere stata distrutta, con Ktimenai, dagli Etoli nel 198. Tra Kaitsa e Rentina si trovano le rovine di Papa, e poco più a sud di Papa le rovine di Kydonia.

Acaia Ftiotide

40 L’Othrys si incunea tra la pianura tessale a… §

L’Othrys si incunea tra la pianura tessale a nord e il golfo Maliaco e la pianura dello Spercheios a sud. A ovest inizia ai monti di Agrafa, e a est al golfo di Volo. Si divide in tre parti: l’estremità orientale i monti Gravini; la parte centrale la pianura di Halmyros con i fiumi che si diramano in tutte le direzioni; la parte occidentale sulla linea Lamia-Antinista-Enipeus. I confini meridionali sono costituiti da linee quasi rette, tra la pianura dello Spercheios e il golfo Maliaco. A nord i confini sia articolano in larghe curve; bacino del Daukli e lago Nezeros, valle superiore dell’Enipeus presso Meliteia e l’insenatura di Halmyros. A nord del lago la montagna tra Meliteia e Pharsalos, il Kassidjaris e a est di questo i monti Ziragjotiche. Abitanti dell’Othrys erano gli Achei; secondo il mito, uomini di Achille, occupavano un territorio più vasto che in età storica. I Tessali, conquistatori, divisero la l’Acaia, in Ftiotide, a sud, e Pelasgiotide a nord. Secondo il mito l’Acaia di Peleo e Achille andava da, est-ovest, Iolkos fino alle sorgenti dello Spercheios ai Dolopi, e da nord-sud dal Penieos all’Asopos. Dopo lunghe battaglie i Tessali separarono la Tetrade Ftiotide (Pharsalos) e presero Iolkos, Pagasai e Amphanai. A sud gli Achei si scontrarono e persero con Eniani e Malii. Gli Achei, popolazione pretessala, furono spinti sulle montagne: furono denominati con Ftiotide per distinguerli da quelli del Peloponneso. Anche alle città fu aggiunta il termine Ftiotide come Thebai. Gli Achei passarono dalla signoria di Giasone di Pherai a quella dei Macedoni di Filippo V, dopo un breve periodo di dominazione beotica. Nel III secolo aderirono alla lega Etolica contro Filippo V; nel 196 circa, si associarono alla lega tessale. Furono poi incorporati alla Tessaglia in età augustea.

41 Le città lungo il margine della pianura §

Le città lungo il margine della pianura. L’ultimo centro dall’Acaia verso la Tessaliotide è Ekkarra nei pressi di Kato-Agorjani. A est si trovano le rovine di Gynaikokastro. A est di qui si trova Thaumakoi (Domoko). La sua importanza era dovuta alla posizione favorevole poiché sulla strada per la principale per la Tessaliotide. In modo particolare il periodo di maggiore fioritura risale alla dominazione etolica, quando la città era una porta sulla Tessaglia Macedone. Mancano testimonianze sicure per assegnare Proerna all’Acaia o alla Tetrade. Si trovava sulla strada tra Thaumakoi e Pharsalos, essa dominava la pianura di Vrysia che si estende a nord. Una carenza della città e la lontananza dall’acqua che si trova presso la pianura di Vrysia. Per questa ragione non oppose resistenza nel 191 al console romano, a differenza di Thaumakoi. La fioritura in età etolica, epoca favorevole all’Acaia a differenza di Pharsalos, depone a favore dell’appartenenza della città all’Acaia.

42 Il bacino di Daukli §

Il bacino di Daukli. Il bacino del Daukli si trova a sud dello Xerovuni; ora prende il nome della località di Daukli, oppure Nezeros, in antichità era conosciuto con il nome di Xyniai. Ad ovest del lago si trovavo le rovine di Kypaira presso Kaitsa; il contenzioso se indicarla appartenente all’Acaia o alla Dolopia, va alla prima per due ragioni: il confine si taglierebbe in modo artificiale e non naturale; la misura delle mura supera di molto la misura delle cinte murarie dei Dolopi; per cui possiamo affermare che Kyparia era una città dell’Acaia. La città fiori nel IV secolo. Le rovine di Xyniai si trovano a sud del lago, la posizione era ben sicura, anche se poco salubre, poiché era circondata dal lago e dalle sue paludi. La città si trovava presso il confine meridionale tra i Tessali e gli Eniani. Il confine orientale del bacino di Xyniai è composto da alture dove passava il confine tra Xyniai e Meliteia; in questa zona passava la strada militare, più utilizzata per attraversare l’Othrys, che dalla Grecia centrale via Lamia andava a Domoko passando per la valico di Furka e il bacino del lago.

43 Il bacino di Avaritsa §

Il bacino di Avaritsa. Il sito principale del bacino è Meliteia. Le rovine si trovano presso il paese di Avaritsa. La città è divisa in tre parti: Acropoli, città alta e città bassa. Sembra che Meliteia in un primo tempo era chiamata Pyrrha e fosse situata in basso nella pianura. Il mutamento del nome fa pensare ad una consistente immigrazione di popolazioni tessale; la tradizione indica negli Elleni i fondatori della città sul monte. Con ciò va messo in relazione la politica della città indipendente da Pharsalos, e spesso alleata di Pherai e dall’assenza della città nella lega Achea. Meliteia e Pherai coniarono monete comuni e le spighe usate come simbolo, lasciano supporre l’interesse delle due città per l’esportazione dei cereali. Nel III secolo la città sì uni alla lega Etolica ed in seguito entro a far parte della lega Tessale. Il territorio di Meliteia comprendeva a nord la pianura e a sud la regione montuosa. A nord confinava con Pereia e con Chalai; i fiumi Europos ed Elipeus ne tracciavano i confini. La più importante avversaria di Meliteia era Peuma. Essa si trova in prossimità del passaggio della valle dell’Enipeus nella pianura di Halmyros e dominava la regione sottostante. La città di Peuma fiori dal III al II secolo. Sì uni in alleanza con altre città dell’Acaia, cosa che non fece Meliteia; anche in questo si riscontra la rivalità tra le due città. La successiva città in ordine di importanza fu Pereia, divisa da Meliteia dall’Europos e l’Elipeus. La città ha una storia molto antica che risale all’età preistorica ed arcaica. Sia Pereia sia Meliteia si trovavano una di fronte all’altra ai bordi del bacino. Non potevano dominare contemporaneamente la pianura, cosi Pereia dovette accettare di stare al seguito di Meliteia, che con Phyliadon e Karandai fecero parte di una sympoliteia. Le rovine di Phyliadon si trovano tra Meliteia e Pereia presso il kastro di Morjes. Le rovine di Karandai si trovano a est di Phyliadon. Le rovine di Chalai si trovano presso Tsurnati nel versante settentrionale dell’Othrys. Nonostante la vicinanza con Meliteia mantenne la sua indipendenza.

44 La pianura di Halmyros §

La pianura di Halmyros. Il terzo territorio di questa regione montuosa è costituito della pianura di Halmyros. E’ circondata da monti e solo a est dal mare. La baia di Halmyros è delimitata dal capo Halmyros, antico Zelasion. La pianura è ricca di fiumi, il maggiore è lo Xerjas, e particolarmente fertile (grano e tabacco). Ai margini si trovano le due città principali, Halos e Thebai. I resti di Thebai si trovano a nord di Akitse; il territorio della città confinava con Demetrias, Pherai e Pharsalos. Dai resti si ricava che la città fiori nel neolitico e nel Bronzo Antico, era piuttosto insignificante nell’età Minoico Tarda e si riprese in età ellenistica. Alla fine del IV secolo tento di divenire grande attraverso il sinecismo dei centri vicini: Phylake e Pyrasos era già stati annessi. Demetrio impedì questo progetto con la fondazione di Demetrias e pose fine alle speranze di Thebai. Nel III secolo divenne una fortezza degli Etoli, nel 217 Filippo V la conquisto, poi entro a far parte della lega Tessala. A est di Thebai sul mare si trovava Pyrasos; la città situata in una posizione straordinaria dove si incontrano il territorio montano, i fertili campi di grano e un bel lido, fu occupata dall’età preistorica fino ad oggi. Eretria a ovest di Thebai, è da attribuire alla Acaia. I resti sono presso Tsangli, alle pendici dei monti Ziragjotici rivolti verso la valle dell’Enipeus. Nella pianura di Hamlyros vi sono molti resti preistorici; ricordiamo che in epoca preistorica era occupata la pianura, mentre in età ellenica erano predilette le alture ai margini della pianura. A sud di Pyrasos doveva trovarsi, non ancora individuato, il tempio di Demetra. Tre valichi conducono dalla pianura Krokica verso ovest: a sud situato a Peuma, a nord ad Eretria, e in centro a Phylake. L’insediamento più importante è Iton a nord di Karatsadali. La città omerica si trovava nella collina in mezzo alla pianura (campi di grano). La città ellenica fu spostata dalla pianura sui monti più sicuri. Iton in Acaia è considerata una tra le tre più importanti città della Grecia e ha una ricca storia mitica. Malgrado si trovasse in Acaia, il culto connesso al suo tempio fu celebrato sia dai Tessali che dai Macedoni. Una serie di piccole rocche si innalza sulle pendici settentrionali dell’Othrys, presso Jenizek. Tra Karatsadali e Platanos si situa il frourion di Baklali. Sul margine meridionale della pianura di fronte a Thebai si situa Halos. La città si trova su uno dei passaggi più comodi dal golfo Maliaco all’Othrys e fiori a partire della remota antichità fino al medioevo. La città antica si trova in posizione eminente al di sopra della pianura, in posizione solida ma disagevole; durante le guerre persiane la città era il porto principale della Tessaglia; quando la città si stava ancora espandendo, Filippo II la distrusse e ne disperse i cittadini nell’interesse di Pharsalos. La ricostruzione della città avvenne probabilmente con Demetrio Poliorcete e sembra essere stata opera della lega Achea. La città nuova si estese nel mezzo della pianura: la città rinuncio ad una posizione meno solida a vantaggio di una maggiore comodità. Il mare si trovava a soli 2 km. Il territorio andava fino a sud dell’Othrys, fino al confine dei Malii. A nord la città divise la pianura Krokica con Thebai.

45 I tre percorsi attraverso l’Othrys orientale e centrale §

I tre percorsi attraverso l’Othrys orientale e centrale. Attraversano l’Othrys tre vie lungo le quali si trovano la maggior parte degli insediamenti. La via litoranea che da Halos andava a Larisa Kremaste. Da est di Halos seguiva la valle del Salmvrjas; a ovest della valle si trova il monastero di kato-Xenjas; a sud il villaggio di Surpi, attraverso il monte Chlomos e il Klimavuni si raggiunge la costa frastagliata dell’Othris orientale e la baia di Pteleon. La città di Pteleon si trovava in Acaia sul mare, tra Antron e Halos, le rovine giacciono presso il villaggio di Ftelio. Una strada secondaria conduce da Pteleon attraverso Chalaku alla piana di Fanó; presso quest’ultima di trovano le rovine di Antron. Antron si trovava in Acaia sul mare, già fuori del golfo Maliaco, di fronte a Oreos. La strada che da Pteleon portava a Larisa Kremaste passava presso H.Theodoros, villaggio che costituiva il confine tra le due città. Larisa si trovava in una baia circolare tra Sudala e Gardiki. La città per la sua posizione sospesa sul mare, ma non proprio sul mare, veniva chiamata “sospesa”. Non ci sono prove fondate, dalle rovine della città che possano farle risalire a periodi anteriori all’età ellenistica, che la città fosse stata la patria di Achille, come si vuol far credere dalle monete. Dopo l’età etolica Larisa, Alope, Pteleon e Antron formarono un’exclave macedone fino alla conquista romana nel 171. Oltre alla strada litoranea un altro percorso, Platanos-Kokkoti-Raches più centrale conduce attraverso l’Othrys più a ovest. Esso procede seguendo il torrente Platanos e il torrente Kokkoti, quest’ultimo sfocia nel Platanos. Tra Platanos e Kokkoti vi è il villaggio di Kofi. Tra i centri dell’Othrys il più importante era Koroneia, nominata anche in un’iscrizione delfica. La città doveva trovarsi tra le rovine di Kokkoti e Kofi. Sul percorso tra Kokkoti e Raches si trovano le rovine della città di Alope, più a ovest si trovava la città che segnava il confine dell’Acaia, Echinos. Echinos fu contesa più volte con gli Etoli che ne rivendicavano l’appartenza, ma ne prima Filippo II ne i Romani poi, la consegnarono. La città si trovava tra Larisa e Phalara non lontano dal mare presso Achino. Ad ovest dell’alto Othrys passa una terza via che da Meliteia portava a Lamia. Il suo inizio era presso una fortezza che proteggeva la via e il confine con la città di Narthaion. Il percorso raggiungeva Divri o Limogardi e proseguiva per Lamia attraverso il Mavromandila o la valle di Taratsa. Le rovine di Narthakion si trovano presso Limogardi; La città conobbe il suo apogeo nel II secolo ed estese le sue relazioni. Venne in lite con Meliteia per questioni di confine per una località lasciata libera. Da citare anche il frourion di Antinitsa, un luogo di ricovero estivo per i pastori e di una rocca per il rifugio della popolazione.

46 Confini §

Confini. L’Acaia confinava a sud con il golfo Maliaco e Pelagico, a est con il golfo Pagasitico. Presso il capo Pirra il confine abbandonava il mare; verso ovest proseguiva lungo in monti Ziragjotici e Kassidjari. Presso Eretria e l’altopiano di Risi confinava con la Tetrade Ftiotide. Da Proerna e Ekkarra confinava con Tessaliotide; a sud di questa il lago Xynai con Kypaira apparteneva all’Acaia. Il confine con l’Enide e la Malide passava attraverso le alture dell’Othrys fino ad Antinitsa. Da qui piegava a sud, Pras e Narthaion appartenevano all’Acaia. Nella piana presso Echinos il confine muto più volte.

47 La zona dello Spercheios §

La zona dello Spercheios. La zona fluviale dello Spercheios che si estende a sud della Tessaglia ha una posizione ambigua tra la Tessaglia centrale e la Grecia centrale, poiché si trova stretta tra le montagne che la dividono dalla Tessaglia e dal lungo bastione dell’Eta con le Termopili che la dividono dalla Grecia centrale. Questa zona è compresa a est dal golfo Maliaco, a sud dall’Eta, a nord dall’Othrys e a ovest dal Pindo (confine il Veluchi). Dal punto di vista politico la zona è stata divisa tra gli Etei, i Malii e gli Eniani, che non sempre fecero politica comune. L’Eta è un tratto del sistema montuoso che dal golfo di Ambracia va fino al golfo Maliaco, la parte terminale a est è costituita dalle Termopili. La parte orientale del sistema, quello che domina le Termopili, viene chiamato anche Kallidromos; l’antico nome di Eta veniva dato per la parte che dal valico di Ljaskovo andava fino al Kallidromos. La divisione moderna fa arrivare l’Eta più a ovest e lo divide in tre parti. La parte occidentale è compresa tra le sorgenti del Vistrista e il valico di Ljaskovo, comprende la cima più alta del Gulinas. La zona centrale comprende le cime del Grevenon che rappresenta l’Olimpo della zona dello Spercheios, del Katavothra, del massiccio dello Xerovuni di Pauljani. Su di esso si trovava Pyra dove il mito indica nel luogo in cui Eracle si fece bruciare e sali all’Olimpo. In questa zona gli scavi hanno fatto pervenire tracce della presenza di culti a questo eroe. La terza parte dell’Eta inizia dal paese di Dyovuna fino alla conca del Prokoveniko. E’ costituito dalle rocce del Trachis, dall’altopiano di Elevthechori, dalla catena di Sagomata (Kallidromos). L’antico Asopos (Karvunarja) divide la Trachis dal Kallidromos. Dalla catena delle Termopili si staccano il Lithitsa e il Sastani. Nella remota antichità solo poche strade attraversavano queste montagne. Il difficoltoso valico attraverso Ljaskovo (Eniani verso Etolia); il valico di Elevtherochori (dalla Malide per Focide e Doride).

48 Lo Spercheios §

Lo Spercheios. Lo Spercheios nasce ad Agrafa traendo origine da numerosi ruscelli. La piana dello Spercheios soffre delle simili condizioni geografiche della pianura di Kieron a causa del vento che dissecca. Il fiume riceve meno affluenti nel lato meridionale dell’Othrys. A sud riceve il Vistritsa l’antico Inochos. Nel suo corso medio non costituisce alcun confine tra popolazioni, ma scorreva interamente nella regione degli Eniani. Tra Beki e Franzi costituì il confine tra Malii ed Achei prima e tra Malii ed Etei poi. Nel suo corso inferiore riceve da destra l’Acheloo e da sinistra i torrenti che provengono dall’Eta. Tra i più importanti il Dyras, il Phoinix, il Karavunarja, tutti fiumi che possiamo dare un nome grazie ad Erodoto. Tutti questi fiumi del 480 sfociavano nel mare, mentre oggi si gettano nello Spercheios. L’innalzamento del suolo lo si deve a terreno alluvionale trasportato dai fiumi dell’Eta e dallo Spercheios. I porti occidentali come l’antica Phalara e il porto delle Termopili si insabbiarono già nell’antichità. Il golfo Maliaco prese il nome dai Malii, che abitavano i territori prossimi al golfo fino ad Echinos.

49 Le Thermopylai §

Le Thermopylai. Erodoto ci da un resoconto della descrizione delle Termopili nell’antichità. La gola inizia presso il Phoinix che al tempo di Erodoto sfociava nell’Asopos. Qui un tempo la strada era cosi stretta che tra il mare e la montagna poteva passare solo un carro. Nel percorso della strada bisogna distinguere tre restringimenti: passaggio occidentale presso il Phoinix, passaggio intermedio presso le sorgenti calde, passaggio orientale presso Alpenoi. Il passaggio occidentale è il punto più stretto ma non cosi ripido da non essere aggirato. Si può ipotizzare che dove sfociava l’Asopos in mare si trovasse il sito della città di Anthela. Intorno ad Anthela, secondo Erodoto, si trovava il tempio di Demetra Amphiktiones, ritrovo di un synedrion. Tra questo tempio e il passaggio intermedio la gola si allarga, dando origine ad una valle triangolare. Qui si trovano le sorgenti calde delle Thermopili, da sempre sacre ad Eracle. In questo tratto il mare lambiva la parete rocciosa; i persiani furono costretti ad una rapida salita sulla montagna, durante questa operazione molti caddero in mare. Sul passaggio intermedio i Focesi costruirono un muro di sbarramento contro i Tessali; questa postazione era a prova d’assalto, avendo a destra il mare e a sinistra la gola della Termopili. Nel passaggio orientale di trovava la città locrese di Alpenoi. Gli eventi bellici del 480 si svolsero su questo percorso. I Greci erano accampati in parte dietro in parte davanti al muro dei Focesi. Le battaglie del primo e secondo giorno, ebbero luogo davanti al muro; il terzo giorno gli Spartani avanzarono sul ripido versante roccioso. Leonida mori davanti al passaggio centrale. I Persiani aggirarono i Greci percorrendo la via dell’Anopaia, che inizia nella gola dell’Asopos, seguendo la sua valle fino all’altopiano di Elevtherochori, la vera Anopaia iniziava con la salita presso Panagia Damasta, poi verso l’antica Drakospilja, da qui l’Anopai scendeva verso il passaggio orientale presso Alpenoi. Nei secoli più tardi le Termopili divennero ancora campi di battaglia.

50 Etea §

Etea. Gli Etei presero il nome dalla regione e del sistema montuoso dell’Eta. La loro comunità, in origine autoctona, fu mescolata poi con gli immigrati Eniani, Melii e Dryopi. Nel V secolo le loro sedi si trovavano nella zona dell’altopiano Elevthrochori e Kuvela. La principale città Herakleia fu fondata dagli Spartani come baluardo per la Doride contro gli Etei. Giasone di Pherae, nel 371, diede la città agli Etei che ne divenne il centro principale nei periodi successivi fino alla conquista di Roma, che incluse gli Etei nella Ftiotide. La posizione della città era sopra la gola attraverso la quale l’Asopos entra nella pianura. La città dominava la valle dell’Asopos ed era in una posizione molto importante poiché si poneva tra il passaggio dalla Grecia centrale a quella settentrionale. Sullo stesso sito, prima di Herakleia, esisteva Trachis, città ricordata anche nel mito. Questa città era la capitale dei Malii all’epoca di Erodoto, ma nel corso del V secolo decadde, in seguito agli attacchi degli Etei, alla fine fu sostituita da Herakleia. Herakleia è la prima conquista che permise agli Etei di espandersi al di fuori dei loro confini. Nella loro massima espansione il territorio occupava zone dei Dori e dei Malii. A nord l’Etea si estendeva fino allo Spercheios. La città più a nord fu Antikyra nei pressi di Komma, nell’Etea occidentale si dovevano trovare Homilai, Sosthenis, Hypata e Dyovuna. A sud Dryopis apparteneva all’Etea, ma un tempo apparteneva alla Doride; i suoi abitanti furono costretti in parte ad emigrare in parte a spostarsi sui monti Kallidromos. Nella stessa zona gli Etei occuparono anche Akyphas che faceva parte delle quattro città della tripolis dorica e Amphanai in un luogo non ancora scoperto. Gli Etei occuparono anche città della Focide come Charadra. Nel periodo di massima espansione l’Etea confinava a nord con lo Sperchieos, a est con il mare e la Locride; a sud con la Doride, tutta la catena montuosa del Kallidromos, dove si trovava Dryopis, era Etea; a ovest con i Malii prima, gli Etoli poi; forse il Dyras e poi lo Sperchieos ne costituiva il confine.

51 Malii §

Malii. I Malii abitavano sulla via principale che andava dalla Tessaglia a Delfi e sul golfo che prese il loro nome. Essi premevano sugli Achei e furono al loro volta incalzati da Eniani ed Etei che occuparono parte del loro territorio. I Malii erano divisi in tre tribu: Trachini che abitavano la Trachis; i Parali che occupavano la regione tra Antikyra e le Termopili; gli Hieres che scomparvero. Nel corso del V e del IV secolo i Malii persero il territorio a sud dello Sperchieos a vantaggio degli Etei. Lamia fu il centro principale. Il territorio dei Malii in primo periodo fece parte della cultura Tessala (neolitico), in età più avanzata l’Othrys costituì invece un confine culturale; in età storica la posizione del territorio, tra la Grecia settentrionale e la Grecia centrale fu la causa di continue pressioni, a sud di Sparta, Tebe, Etolia e da nord Tessaglia e Macedonia. Lamia divenne nel IV secolo una solida fortezza, la città conobbe prosperità nel periodo di occupazione Etolica: con Thaumakoi costituiva la piazzaforte degli Etoli, che si opponevano a Filippo V. Con l’occupazione romana la città perse ogni importanza, a parte la sua posizione geografica. Lamia si trova all’incrocio delle strade che dalla Tessaglia e dall’Othrys continuano fino alla Grecia centrale, via Termopili. Una delle vie principali era quella che da Pharsalos-Thaumakoi attraversava il valico di Furka, entrava nella valle di Taratsa (ovest di Daitsja) e sbucava nella pianura tra Beki e Tsopolades. Con questa strada Lamia poteva essere aggirata. Lamia si trova all’uscita della valle di Taratsa. I paesi Maliaci a sud dello Spercheios appartennero più tardi agli Etei. A est la Malide si estendeva fino ad Echinos; il fiume Acheloo, a est di Lamia, in antichità sfociava nel mare, ora si perde nelle paludi di Emirbey. Il porto di Lamia era Phalara, nella zona di Emirbey. A ovest di Lamia si trova il villaggio di Beki, a nord il paese di Tsopolades. I Malli a sud-est confinavano con la Locride, ma il confine era oscillante. Forse il santuario di Demetra alle Termopili era Locrese. A sud confinava con la Dryopis. Nel 480 l’Anopaia era il confine meridionale con l’Etea, dopo l’espansione dell’Etea il confine meridionale era lo Spercheios. A ovest il confine con l’Enide era tra Beki e Franzi, a nord-ovest Side era Maliaca. A nord confinava con la Ftiotide, a nord-est il confine passava tra Echinos e Alope.

52 Enide §

Enide. Gli Eniani emigrarono nelle Enide dal Dotion dove vivevano con i Perrebi. Si vantavano di essere i diretti discendenti di Achille. La loro popolazione subì la dominazione dei Tessali, degli Spartani, dei Tebani, dei Macedoni e degli Etoli. I romani diedero una libertà apparente, ma nel 27 a.C. l’Enide fu aggregata alla Tessaglia. Solo in età molto tarda gli Eniani si riunirono in città abbandonando la loro organizzazione tribale. Solo nel IV secolo appare Hypata il loro centro principale. Nel II secolo divenne la capitale degli Etoli nella regione dello Spercheios. La posizione della città è confermata da molte iscrizioni; sorge in una posizione splendida e salubre e domina la valle dello Spercheios sul versante occidentale dell’Eta, vicino al valico di Ljaskovon. Tra le altre città principali degli Eniani la più importante sembra Erythrai; le rovine non sono ancora state trovate ma si pensa che doveva trovarsi sul versante settentrionale del Grevenon, tra Hypata e le Termopili. Ad ovest di Hypata si trovavano Spercheiai e Makrakome. Gli Etoli provenienti dal valico di Ljaskovo, distrussero prima Spercheiai e poi Makrakome, per avanzare in Dolopia attraverso la via montana di Jannitsu. Spercheiai, le rovine forse presso Fteri, doveva trovarsi sulla riva destra dello Spercheios, ad ovest di Hypata, Makrakome, le rovine sono forse presso Varibopi, sulla riva sinistra a nord-ovest di Hypata. I confini naturali degli Eniani erano costituiti ad ovest dal Typherestos (Veluchi), a nord dall’Othrys, a sud dall’Eta, ad est dai due sistemi montuosi presso Franzi e Beki. Politicamente a nord-ovest confinavano con i Dolopi, a nord-est con gli Achei, ad est il confine con i Malii variava, a sud dapprima con l’Etea poi con gli Etoli.