Indice dei paragrafi · 18
  1. Il giovane principe
  2. Il giovane sovrano
  3. Tra gli storici
  4. "Quanto al numero dei soldati che presero parte alla spedizione
  5. L'esercito di Alessandro
  6. Sbarcati senza contrasti i suoi soldati presso…
  7. Consolidato il controllo dell'Asia Minore Alessandro
  8. La guerra panellenica di rivincita contro la Persia era ormai vinta
  9. Ma nulla e nessuno poteva ormai fermalo nel suo grandioso progetto
  10. Nel 331 Dario III volle giocare l'ultima carta…
  11. L'impero di Alessandro Magno e l'itinerario del Macedone…
  12. Anche se la guerra
  13. Sospinto come in un delirio in questa corsa verso l'infinito
  14. Nel 326 Alessandro giunse con i suoi eserciti fino all'Indo
  15. Da Babilonia
  16. Ma ormai erano i giorni contati di quella vita meravigliosa
  17. La malaria lo colse ai primi di gennaio di quell'anno 323
  18. La vittoria della Macedonia sulle poleis greche segnò…
GRECIA · MACEDONIA · IV SECOLO A.C.

Alessandro Magno

356–323 a.C.
„Lo farei se fossi Parmenione; ma io sono Alessandro, e come il cielo non contiene due soli l'Asia non conterrà due re.“
Citazione attribuita ad Alessandro Magno
Busto di Alessandro Magno
Alessandro Magno.
01

Il giovane Alessandro

TESTO ORIGINALE DELL’AUTORE — NON MODIFICATO

01 Il giovane principe §

Il giovane principe, appena ventenne, era stato per un paio di anni allievo del grande pensatore greco Aristotele, che gli aveva fatto intendere e amare la profondità della cultura greca, il culto della bellezza e il rigore metodico della ricerca scientifica; Alessandro non poteva certo apprezzare il particolarismo municipale dei Greci e si sentiva piuttosto sospinto a fondere le radicate tradizioni monarchiche e statali della sua gente con lo spirito e con la cultura elaborati dalla tradizione greca e a preparare in tal modo quel processo che, in seguito alle grandi conquiste del Macedone, doveva sfociare nel cosiddetto "ellenismo", destinato nei secoli successivi a caratterizzare la storia dei paesi affacciati sul Mediterraneo orientale..

02

Il trono e Tebe

02 Il giovane sovrano §

...Il giovane sovrano, appena salito sul trono, schiaccio' con deliberata crudeltà la rivolta dei Tebani, che furono letteralmente massacrati o venduti come schiavi (335); le altre città, intimidite da quest'azione violenta, si adattarono alla volontà dell'energico sovrano, il quale, ristabilita la situazione, riprese a organizzare e forze per intraprendere la campagna antipersiana già vagheggiata dal padre. Come campione della civiltà ellenica egli sentiva di dover dare a questa offensiva un significato non soltanto guerresco, ma anche culturale e spirituale, e di conseguenza aggrego' alla sua spedizione storici, scienziati e poeti che avrebbero dovuto essere i testimoni consapevoli della grande avventura verso il favoloso impero di Persia, ormai corroso da continue lotte interne e debolmente retto dal sovrano Dario III...

03

Studiosi e artisti al seguito

03 Tra gli storici §

Tra gli storici, aggregati alla spedizione, fu chiamato Callistene, nipote di Aristotele, che avrebbe dovuto esaltare la figura del condottiero, e tra gli artisti furono scelti anche Lisippo eApelle assieme ad altri artisti e poeti minori. Per Alessandro non si trattava solo di avere a disposizione un gruppo di letterati, ma anche di istituire gruppi di studiosi di cartografia, di diaristi che registrassero ogni fatto, anche semplicemente amministrativo. Il Macedone dimostrava in tal modo di aver assorbito la dimensione fondamentale dello spirito greco, e cioè il senso rigoroso dell'ordine razionale che, pur avendo immediati scopi pratici, rivelava una piu' profonda esigenza scientifica.

04

La spedizione in Asia

05 L'esercito di Alessandro §

...L'esercito di Alessandro, costituito da 30.000 fanti e da 5000 cavalieri e guidato dal fedele comandante Parmenione, era in gran parte costituito da Macedoni, dato che le città greche avevano aderito con scarso entusiasmo a quest'impresa che le impegnava ben al di là dei loro tradizionale orizzonti politici ideali. Il Macedone passo' in Asia Minore nel 334, favorevolmente accolto dalle città greche ben liete di liberarsi dal dominio del Gran Re il quale le controllava attraverso le oligarchie e i tirannelli locali; quindi si inoltro' verso l'interno dell'Anatolia per affrontare gli eserciti dei satrapi persiani, che fino a quel momento avevano sottovalutato le possibilità del sovrano macedone da loro considerato soltanto come il re di un piccolo stato della penisola balcanica...

05

Granico — 334 a.C.

06 Sbarcati senza contrasti i suoi soldati presso… §

... Sbarcati senza contrasti i suoi soldati presso la città di Abido, il re si fermo' a visitare le reliquie di Troia e a deporre una corona sulla tomba dell'eroe Achille. Il primo scontro, nel maggio del 334, sul piccolo fiume Granico Alessandro conquisto' la sua prima vittoria, e le truppe persiane, benché rinforzate da contingenti di mercenari greci, furono letteralmente sbaragliate. Alessandro combatté nelle prime file, circondato dal suo stato Maggiore e dai valorosi cavalieri dello squadrone reale, comandato dal suo amico prediletto Clito, che gli salvo' la vita in un momento di grave pericolo. Le città della Ionia ottennero cosi' l'indipendenza e realizzarono la vecchia aspirazione a costituire una sorta di ponte commerciale tra il mondo ellenico e i territori asiatici piu' interni...

Scena di cavalleria macedone
Scena di cavalleria macedone.
06

Isso — 333 a.C.

07 Consolidato il controllo dell'Asia Minore Alessandro §

Consolidato il controllo dell'Asia Minore Alessandro, che i contemporanei chiamarono appunto Magno per la grandiosità delle sue imprese, nel 333 discese verso sud, e in Cilicia, nella pianura costiera di Isso, si scontro' con l'esercito di centomila uomini che Dario III aveva raccolto per fermare definitivamente la sua marcia. Anche questa volta la superiorità tecnica e la compattezza della falangi macedoni ebbero il sopravvento e il Gran Re dovette darsi alla fuga, lasciando nelle mani di Alessandro la famiglia imperiale e il tesoro regio. Questo secondo successo permise l'occupazione della Siria e delle città fenicie le cui flotte, prive ormai di basi navali, dovettero consegnarsi ad Alessandro; la città di Tiro, che aveva tentato una disperata resistenza, venne distrutta.

Mosaico con Alessandro e Dario
Il celebre mosaico di Alessandro e Dario.
07

Nuove ambizioni

08 La guerra panellenica di rivincita contro la Persia era ormai vinta §

La guerra panellenica di rivincita contro la Persia era ormai vinta, ma il Macedone, in questa fase vittoriosa della sua spedizione, diede a vedere di aver radicalmente mutato i suoi piani: respinte infatti le pur vantaggiose offerte di pace del re persiano, egli comincio’ a vagheggiare la conquista di tutto l’Oriente e ad aspirare ad una sovranità che, secondo le consuetudini di questi paesi, doveva elevarlo addirittura al rango degli dèi. Sospinto da questa ansia di conquista, il Macedone passo’ in Egitto dove fondo’ Alessandria e dove assunse atteggiamenti decisamente orientaleggianti, suscitando cosi’ sospetto e risentimento tra i suoi fedeli soldati che in lui onoravano solo il valoroso figlio di Filippo.

09 Ma nulla e nessuno poteva ormai fermalo nel suo grandioso progetto §

Ma nulla e nessuno poteva ormai fermalo nel suo grandioso progetto; fra il 332 e il 331 egli riorganizzo’ i territori conquistati con metodi razionali e rigidamente accentrati, e con gli immensi tesori catturati ai Persiani fece coniare una nuova moneta che prese a circolare rapidamente assieme ai darici tradizionali en stimolo’ l’economia dei paesi conquistati.

Moneta di età alessandrina
Monetazione collegata all’età di Alessandro.
Moneta aurea di età alessandrina
Monetazione collegata all’età di Alessandro.
08

Gaugamela — 331 a.C.

10 Nel 331 Dario III volle giocare l'ultima carta… §

Nel 331 Dario III volle giocare l'ultima carta e con un esercito enorme, reclutato nella satrapie piu' orientali, affronto' Alessandro a Gaugamela nell'altro Tigri; quantunque lo scontro piu' difficile dei precedenti, anche questa volta Alessandro ebbe la meglio e l'esercito persiano venne praticamente polverizzato. Mentre Dario in fuga veniva ucciso dai suoi cortigiani, Alessandro occupava Babilonia e sacrificava al dio Marduk dando cosi' a vedere, come già aveva fatto in Egitto, di volersi adeguare alla mentalità orientale che vedeva nel sovrano un mediatore tre gli dèi e gli uomini; il fasto che lo circondava, gli omaggi che gli venivano resi dagli asiatici quasi egli fosse un semidio, finirono allora col mutare del tutto la sua mentalità di greco-macedone e rafforzarono in lui la convinzione che i suoi compiti e il suo destino avessero realmente qualcosa di sovrumano.

Itinerario verso Gaugamela
Avvicinamento a Gaugamela.
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L'impero di Alessandro Magno

11 L'impero di Alessandro Magno e l'itinerario del Macedone… §

L'impero di Alessandro Magno e l'itinerario del Macedone nella sua spedizione. Lo Stato governato da Alessandro all'atto della sua ascensione al trono era costituito dal Regno della Macedonia e del territorio greco della Tessaglia. Basta paragonare la superficie complessiva di questi due Paesi con l'immensa estensione delle terre conquistate, per comprendere quali e quanto gravi problemi di organizzazione e di governo si siano presentati ad Alessandro al momento di dare ordine al suo vastissimo impero

Itinerario delle campagne di Alessandro Magno
L’itinerario delle campagne di Alessandro e il ritorno della flotta.
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La marcia verso oriente

12 Anche se la guerra §

Anche se la guerra, specialmente con la conquista dell'Elam e della Persia vera e propria, era ormai finita, Alessandro nel 330 volle riprendere l'avanzata verso oriente nonostante lo scontento serpeggiante tra i suoi soldati macedoni che mal sopportavano i nuovi atteggiamenti del loro sovrano; l'esercito, ormai in gran parte formato da orientali, giunse nelle regioni della Battriana e della Sogdiana, da dove Alessandro allaccio' rapporti con i principi del Pungiab, dato che ormai era sua intenzione spingersi anche in questa regione.

13 Sospinto come in un delirio in questa corsa verso l'infinito §

Sospinto come in un delirio in questa corsa verso l'infinito, Alessandro volle in tutto e per tutto adottare i costumi orientali; i rudi Macedoni dovettero adattarsi alla proscinesi, cioé alla prosternazione davanti al sovrano, il quale già aveva sposato una principessa orientale, Rossane, per dare l'esempio ai suoi uomini che egli voleva vedere uniti alle donne orientali, sospinto come era dalla sua preoccupazione di fondere il mondo ellenico con quello asiatico.

Mappa della marcia di Alessandro verso Oriente
La progressione della spedizione verso Battriana, Sogdiana e India.
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Navigazione sull'Indo

14 Nel 326 Alessandro giunse con i suoi eserciti fino all'Indo §

Nel 326 Alessandro giunse con i suoi eserciti fino all'Indo, dove pero' le truppe si rifiutarono di seguirlo ulteriormente; l'inesausto sovrano allora discese con una flotta lungo il fiume (ritenuto un ramo superiore del Nilo) e, raggiunto l'Oceano Indiano, incarico' l'ammiraglio Nearco di navigare verso occidente allo scopo di gettare le basi per una linea di navigazione che avrebbe dovuto unire la Mesopotamia con l'India; egli stesso, alla testa dei suoi uomini, con una terribile marcia attraverso il deserto del Belucistan ritorno' verso occidente, dove a Susa poté incontrarsi con Nearco che aveva felicemente assolto il suo compito.

15 Da Babilonia §

Da Babilonia, divenuta capitale di questo grande impero creato in pochi anni da una volontà quasi sovrumana, Alessandro si diede febbrilmente a organizzare e a riordinare i territori conquistati, mentre, sospinto da una inesauribile energia, andava progettando l'attuazione del suo sogno grandioso: la conquista di tutto il mondo conosciuto e la creazione di un impero universale che avrebbe dovuto estendersi fino all'Atlantico. Sempre piu' solo in questa visione universalistica, e circondato dalla silenziosa ostilità dei suoi Macedoni, i quali né comprendevano questi progetti, né si adattavano a fondersi con gli Orientali come voleva il loro fantasioso sovrano. Alessandro Magno riceveva contemporaneamente gli omaggi delle ambascerie provenienti dai paesi piu' lontani come l'Etiopia, l'Iberia, Roma, le città etrusche, e nella capitale una folla eterogenea e variopinta si agitava come il simbolo vivente del suo sogno.

Mappa della spedizione verso l'Indo
La fase orientale della spedizione e il ritorno.
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Morte di Alessandro — 323 a.C.

16 Ma ormai erano i giorni contati di quella vita meravigliosa §

Ma ormai erano i giorni contati di quella vita meravigliosa; gli strapazzi ininterrotti di quei dieci anni, l'avversità del clima, l'intenso lavoro in vista della nuova spedizione per circumnavigare l'Arabia, infine, gli eccessi del banchettare e del bere, a cui Alessandro si era piu' volte abbandonato in quelle settimane, avevano notevolmente diminuito la resistenza del suo organismo.

17 La malaria lo colse ai primi di gennaio di quell'anno 323 §

La malaria lo colse ai primi di gennaio di quell'anno 323; ma ancora per alcuni giorni egli seguito' ad attendere alle occupazioni ordinarie e a dare istruzioni per la partenza imminente; ma la febbre cresceva e lo spossava ogni giorno di piu'. Dopo il sesto giorno di malattia, non fu' piu' in grado di alzarsi; ammessi gli alti ufficiali nella sua camera, egli li riconobbe, ma non poté parlare con essi. La febbre crebbe ancora nei due giorni seguenti; allora i soldati macedoni vollero vederlo e, ad uno ad uno, senz'armi, in religioso silenzio, sfilarono davanti al letto dove il re giaceva senza voce e quasi ormai senza vita, fuorché negli occhi accesi dalla febbre: Alessandro li saluto' tutti, con un lieve movimento della testa e con un cenno dello sguardo. Il giorno dopo, 13 giugno del 323, verso sera, era morto, non avendo ancora compiuto i 33 anni di età e dopo quasi tredici anni di regno.

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Verso l'età ellenistica

18 La vittoria della Macedonia sulle poleis greche segnò… §

La vittoria della Macedonia sulle poleis greche segnò la fine del periodo in cui la storia ellenica era stata caratterizzata dalla sovranità delle città-stato. Un ulteriore spostamento dell'orizzonte politico si ebbe in seguito alla conquista dell'impero persiano da parte di Alessandro Magno. L'impero da lui creato si disfece, ma sul suo territorio nacquero grandi stati, i cosiddetti regni ellenistici, di tipo del tutto diverso dalla polis. Gli stati elllenistici non ebbero vita lunga, perché tra il II e il I secolo a.C. caddero sotto il diretto dominio di Roma; ma nei due o tre secoli della loro vita, essi elaborarono una nuova civiltà politico-economica, filosofico-scientifico-letteraria, destinata a diventare parte integrante della civiltà romana. Generalmente, la fine dell'età ellenistica viene fatta coincidere con l'annessione all'impero romano dell'ultimo grande stato retto da una dinastia macedone, l'Egitto (30 a.C.).