Le istituzioni d’Atene
Territorio e società
01 Nel periodo delle riforme di Clistene §
Nel periodo delle riforme di Clistene, l’Attica era gia uno stato unitario. Il sinecismo dell’Attica è fatta risalire a Teseo, che avrebbe unificato gli insediamenti con le relative magistrature (arconti e pritani), prima autonome, in Atene. In realtà il fenomeno richiese più tempo. Attraverso le legislazioni di Dracone e Solone, erano gia state realizzate alcune conquiste sociali. Dracone aveva, attraverso leggi, tutelato i cittadini più poveri relativamente alla giustizia penale e Solone aveva diviso in quattro fasce la cittadinanza (pentacosiomedimni, cavalieri, zeugiti, teti), sulla base del reddito dato dalla proprietà fondiaria. A tutte le classi era aperto l’accesso all’assemblea e all’eliea, mentre solo le prime due classi potevano accedere alle più alte magistrature. L’economia della polis era prettamente agricola; tuttavia avevano ricevuto un importante impulso le attività mercantili ed artigianali. L’esperienza tirannica dei pisistratidi, che come nel resto della Grecia espressero sia trasformazioni economiche sia militari, fu importante per l’opera clistenica. In generale le riforme di Clistene sono da mettere in relazione con le esigenze di rinnovamento della società ateniese, ed è possibile cogliere continuità con le vicende politiche e sociali da Solone in poi.
Le riforme di Clistene
02 Lo scopo di Clistene §
Lo scopo di Clistene, secondo Aristotele, era quello di interrompere le antiche solidarietà gentilizie. La critica moderna ha invece dato altre interpretazioni: la riforma concluse una fase di conflitto tra due fazioni nobiliari, e avrebbe anteposto i vantaggi politici, che ne potevano derivare, della fazione di Clistene (Alcmeonidi); oppure migliorare la capacita politica del demo; o per una migliore organizzazione dell’esercito oplitico. Non è chiaro come la riforma fu attuata, in che modalità, se attraverso attività legislative (come Solone), o attraverso decreti proposti alla boule o all’ecclesia.
Organizzazione territoriale
03 Clistene ha ridisegnato la geografica politica dello stato §
Clistene ha ridisegnato la geografica politica dello stato. Alle quattro tradizionali phylai gentilizie, ne furono aggiunte altre sei. Dieci circoscrizioni divise in tre trittie, ricavate da tre zone distinte: la costa, l’interno e la città, non contigue. A loro volta le trittie erano divise in piccoli demi. Le dieci tribù presero il nome di dieci eroi eponimi attici, suggeriti dalla Pizia e pubblicati nell’agora. Il termine demos nel vocabolario greco ha più di un significato: il popolo riunito in assemblea; il popolo nel suo insieme; un insediamento in alternativa a komai. Dalle riforme di Clistene in poi, il termine assumerà il significato d’unita territoriale, politica e amministrativa. In merito al numero di demi vi è incertezza (Strabone 140/170, Erodoto 100, ricostruzione moderna 139).
Efficacia della riforma
04 La divisione del territorio in tribù §
La divisione del territorio in tribù, fu determinante per la fruizione di diritti ugualitari tra tutti i cittadini. L’unione di distretti distanti e affidato alla sorte, hanno effettivamente annullato i centri di poteri legate alle antiche famiglie aristocratiche. Tuttavia Clistene ha avuto dei problemi, in sede di lotta politica, per affermare la sua opera. Compromessi tra gruppi di forza (permanenza di contiguità territoriali tra demi di una medesima tribù), conflitto tra gruppi nobiliari (sopravvento sull’avversario grazie al demos), e possibile trasformazione della sua opera, in tappe successive (promesse politiche e risultati dei cambiamenti). L’introduzione, lenta, del demotico che avrebbe dovuto sostituire il patronimico, va visto come criterio egualitario. Il fatto d’essere ereditario, e non mutato, dava garanzie contro cambiamenti nell’equilibrio numerico delle tribù. Clistene lascio alcune istituzioni e legislazioni soloniane in vigore: la suddivisione in quattro classi, i gene, le fratrie, i culti e l’arcontato accessibile solo alle prime due classi.
Potere deliberativo e legislativo
05 Ad Atene le funzioni di governo erano rispettivamente §
Ad Atene le funzioni di governo erano rispettivamente, l’ecclesia e la boule con poteri deliberativi, l’eliea con poteri giudiziari e le magistrature (archai). L’accesso agli istituti era diversi per censo, eta’ed elezione (sorteggio, alzata di mano, scrutinio segreto). All’ecclesia potevano partecipare tutti i cittadini d’età adulta (20 anni), nella boule, nelle magistrature e nell’eliea, cittadini dopo il compimento del trentesimo anno d’età. Ad eccezione dell’ecclesia, per gli altri incarichi, all’eletto veniva richiesto di dimostrare di avere i requisiti necessari per il compito da svolgere (dokimasia) e dare un rendiconto del suo operato (euthynai). Inoltre alcune cariche potevano essere iterate altre no, o avevano durata limitata, o ancora, col passare del tempo, alla partecipazione ad alcuni istituti veniva pagata una diaria. Diverso era l’accesso all’Areopago, formato da ex-arconti e vitalizio. Secondo Erodoto, il sorteggio, il rendiconto e il potere decisionale dell’ecclesia erano i principi fondamentali di un regime democratico: sorteggio poiché limita l’affermazione d’accordi che in qualche modo potevano favorire vantaggi per un determinato gruppo; rendiconto perché gli eletti dovevano rispondere al popolo; potere all’assemblea perché vi partecipavano tutti i cittadini. Dopo le riforme di Clistene, furono apportate modifiche relative sia alla partecipazione dei cittadini alle varie istituzioni (facendo cadere le barriere all’accesso limitato all’arcontato), sia al contributo per la partecipazione ai vari organi di governo (all’inizio del IV secolo quasi tutti gli istituti erano soggetti ad enumerazione). Dobbiamo premettere che non esiste una rigida ripartizione dei poteri, alcune competenze giudiziarie spettavano all’ecclesia, alle archai competeva, invece, esclusivamente di rendere operative le decisioni del demos. Il regime democratico del V secolo e quello del IV secolo non esattamente uguali. Col passare del tempo, anche dopo mutamenti politici, s’introdussero alcune correzioni (generalmente maggiore ripartizioni delle competenze). Non esiste una costituzione scritta dello stato d’Atene e anche la Politeia di Aristotele lascia aperte alcune questioni.
Ecclesia
06 Sono i cittadini riuniti in assemblea (massimo organismo) §
Sono i cittadini riuniti in assemblea (massimo organismo). Istituita da Clistene ?, potevano partecipare tutti i cittadini adulti (20 anni). Deliberava, tramite decreti, questioni d’ordine interno ed esterno. Provvedimenti interni: sicurezza nazionale, gestione finanze pubbliche, conferimenti di cittadinanza a stranieri, amministrazione dei culti, organizzazione delle feste poliadi, costruzione e manutenzione opere pubbliche. In politica estera: stipulazione di trattati e alleanze, convenzioni commerciali, dichiarazioni di guerra, invio di delegazioni diplomatiche, accoglienza delle missioni straniere. Difesa del paese: mobilitazione ed organizzazione dell’esercito. Elezione delle magistrature: i dieci strateghi (alzata di mano) e magistrature finanziarie. Si ricordano due tipi di riunioni: la kyria ekklesia e senza attribuzioni. La prima veniva convocata ad ogni pritania (da Demostene quattro per ogni pritania, quaranta sessioni l’anno). Compiti della kyria erano deliberazioni di carattere amministrativo e finanziario: votazione della fiducia ai magistrati in carica, delibere sull’approvvigionamento cerealicolo e difesa del paese e altre delibere minori (problemi d’ordine religioso, suppliche dei cittadini, rapporti interstatali). Durante la sesta pritania si decideva se indire l’ostracismo. Le sedute si tenevano sulla Pnice (sul fianco dell’acropoli), e convocate dai pritani in carica, presidente dell’assemblea era l’epistate dei pritani, designato dall’estrazione giorno per giorno. In determinate circostanze, come ad esempio, l’ostracismo, era richiesto un quorum di sei mila voti. S’incominciava con la discussione delle proposte di legge della boule, i probuleumata (salvo le questioni attinenti nell’agenda fissa della kyria): ogni cittadino poteva prendere la parola e proporne emendamenti, salendo su una tribuna e mettendosi sul capo una corona di mirto, simbolo d’inviolabilità. Dopo la discussione, i pritani indicevano le votazioni per alzata di mano e il presidente, proclamatone il risultato, poteva togliere la seduta. Tra il 403 e il 395, fu introdotto il misthos per ogni seduta (inizialmente un obulo, poi tre obuli fino ad una dracma e mezzo).
Boule
07 La boule o consiglio §
La boule o consiglio, d’istituzione clistenica, era composto di cinquecento membri, eletti tramite sorteggio, divisi nelle dieci tribù (cinquanta bulueti per tribù): garantiva una rappresentanza omogenea dell’intera comunità politica. Potevano essere eletti tutti i cittadini dopo il compimento del trentesimo anno d’età, e dopo la dokimasia (dalla boule uscente), e prendevano possesso della carica dopo un giuramento e cingevano la corona di mirto, simbolo d’inviolabilità. Pericle istituì il misthos anche per i bulueti. La bule era convocata dai pritani; per il disbrigo degli affari correnti aveva bisogno di una giunta direttiva controllata a turno da una delle dieci tribù per una decima parte dell’anno: essa era costituita da cinquanta pritani (ovvero 1/10 dei bulueti) e presieduta da un epistates (presidente dei pritani sorteggiato ogni giorno tra i pritani) che teneva per ventiquattro ore le chiavi dei templi dove si trovavano i tesori, gli archivi e i sigilli dello stato, presiedeva la boule e le riunioni dell’ecclesia. La carica di presidente non era iterabile a differenza di quella di bulueta. L’alta concentrazione di potere del presidente era contemperata dalla rotazione quotidiana.Dopo il 387/377 un consiglio di nove proedroi affiancano la pritania, uno di questi assume la presidenza dell’ecclesia. L’attività della boule era seguita dai segretari (grammateis), i quali presenziavano alle sedute ed erano incaricati di trascrivere tutte le leggi e di dare pubblica lettura degli atti all’assemblea e al consiglio. La boule si riuniva giornalmente nel bouleuterion, situato nell’agora. La sede dei pritani era la tholos circolare, dove era custodita anche la koine hestia della polis. In questa sede i pritani avevano l’obbligo di pranzare in comune. Questa giunta aveva il compito di mettersi in relazione con l’ecclesia, con i magistrati, gli ambasciatori e gli araldi stranieri. Nelle sue molteplici funzioni la boule nominava diverse commissioni speciali: per controllare i requisiti agli eletti per le magistrature e le funzioni pubbliche (dokimasia o cittadinanza legittima), per sorvegliare l’amministrazione dei fondi destinati alle spese d’ordinaria amministrazione della boule o per la consacrazione e le celebrazioni dei misteri (hioropoioi) ed euthynoi. Il consiglio aveva tre mezzi per esercitare i suoi diversi poteri: presentava all’assemblea i probuleumata che servivano di base ai decreti del popolo; promulgava decreti per far eseguire le decisioni prese dall’assemblea; collaborava direttamente, col consiglio o con l’opera, con le altre magistrature. La boule aveva attribuzioni importanti anche in campo finanziario, poiché sorvegliavano l’impiego del denaro pubblico e degli appalti pubblici. Infine si occupava della procedura rapida per punire i reati contro la sicurezza dello stato: l’eisangelia.
Decreti e leggi
08 Dai documenti epigrafici rinvenuti §
Dai documenti epigrafici rinvenuti, i decreti era l’attività deliberativa dell’ecclesia: l’iscrizione delle magistrature in carica al momento della ratificazione (arconti, pritani, epistate); mozione con il nome del proponente; eventuali emendamenti con il nome del proponente. Occorre distinguere i decreti in: decreti problematici elaborati in sede di ecclesia, decreti approvati dalla boule e dal demos (la maggioranza), approvati dalla sola ecclesia (fase piu antica della democrazia), dalla boule (IV secolo), delega di poteri dall’ecclesia alla boule. La distinzione tra leggi (nomoi) e decreti e che i primi hanno valore perenne mentre i secondi temporaneo. Entrambi nel corso dei secoli furono rivisti attraverso revisioni: le leggi, come quelle di Dracone e Solone, per renderne più comprensibili con un linguaggio più attuale; i decreti per mettere ordine nell’abbondanza che si era accumulata. Le leggi ebbero sempre un valore maggiore sui decreti poiché derivate dai patroi nomoi (leggi degli antenati). Era possibile promulgare nuove leggi, ma esse dovevano essere estensibile a tutti i cittadini e approvate con una votazione a scrutinio segreto da non meno di seimila votanti. L’attività legislativa era affidata ai nomothetai (legislatori), nominati tramite sorteggio dalla boule. Il loro compito era di applicare le leggi; il controllo sull’applicazione delle leggi veniva effettuato dall’Areopago, mentre la supervisione dalla boule. Qualsiasi intervento d’introduzione, modifica o d’abrogazione di una legge richiedeva l’intervento dei nomoteti. Anche l’opera di conservazione delle leggi, nomophylakia, era affidata ai nomothetai (un tempo affidata agli arconti e all’areopago).
Provvedimenti normativi
09 Nel sistema ateniese alcune procedure sembrano poste per… §
Nel sistema ateniese alcune procedure sembrano poste per garantire la continuità della democrazia: sovranità popolare ed evitare la concentrazione di potere nelle mani di pochi o di uno solo. Il diritto di parola, isegoria, era esteso a tutti i cittadini. Tutti i cittadini potevano presentare le proposte; ma queste proposte erano anche oggetto di controllo ciò per impedire una scorretta utilizzazione. Anche se la proposta era stata ratificata dall’ecclesia, essa poteva essere oggetto di verifica dagli istituti giudiziari: qualsiasi cittadino poteva, con la denuncia d’illegalità, presentare un’istanza per bloccare una proposta. La condanna poteva prevedere anche la morte. In generale l’isegoria poteva essere applicata entro i limiti del rispetto delle leggi poliadi ed era garantita dalla supervisione dell’autorità giudiziaria. Anche nel rapporto ecclesia/boule possiamo trovare una forma controllo reciproco: i pritani convocano l’ecclesia; quest’ultima ratificava i proboulemata, l’ordine del giorno preordinato dalla boule. Gli arconti sorteggiavano i giudici e il calendario delle sessioni dei dicasteri era fissato dai thesmotetai; i nomothetai erano convocati dai pritani e presieduti dai proedri. Anche le euthynai erano un sistema di controllo reciproci: ogni magistrato doveva rendere conto del suo operato entro trenta giorni dalla sua uscita. Ogni cittadino poteva sporgere denuncia contro singoli magistrati davanti ad una commissioni di euthynoi. La rotazione della cariche era dato dal timore derivante da una concentrazione del potere. Altro strumento di tutela della democrazia era l’eisangelia. I reati sottoposti erano di sovvertimento della democrazia, tradimento e corruzione. Le accuse erano discusse in due sedi: davanti alla boule o all’ecclesia. La boule poteva emettere una condanna o un assoluzione, se la condanna prevedeva una pena pecuniaria maggiore di 500 dracme, la causa passava ai dicasteri che potevano capovolgere la sentenza. L’ecclesia dibatteva il documento presentato dalla boule (probouleuma) e decideva se il processo dovesse continuare in ecclesia o demandato ai tribunali. Il procedimento poteva essere aperto da qualsiasi cittadino. Ricordiamo processi di questo tipo a strateghi, politici, magistrati come il processo per la mutilazione delle erme e quello per la perdita della flotta alle Arginuse.
10 A partire dalla meta del IV secolo §
A partire dalla meta del IV secolo, ad Atene, oltre all’eisangelia, troviamo l’apophasis; la differenza sta che quest’ultima era avanzata dall’ecclesia e dall’aeropago. Altro metodo per evitare che il potere andasse nelle mani di una persona sola era l’ostracismo. Istituito forse da Clistene, l’ostracismo colpiva la persona, a titolo preventivo, ritenuta pericolosa per la conservazione della democrazia. Ogni anno, a scadenze fisse, si votava in ecclesia se indire per l’anno in corso un’ostracoforia. In caso affermativo tutti i cittadini dovevano indicare il nome di colui che era sospetto di ambizioni tiranniche. La votazione era segreta. Ogni cittadino scriveva il nome su un coccio (ostrakon), pezzo di vaso, e la validità del voto aveva bisogno di un quorum di seimila voti. In caso di condanna, in misura preventiva, l’ostracizzato doveva esiliare per dieci anni, ma ciò non comportava la privazione della cittadinanza né la confisca dei beni (suoi e dei familiari). Al termine dei dieci anni, l’ostracizzato poteva ritornare in patria e riprendeva la sua vita normale.
Potere giudiziario
11 In Atene il potere giudiziario era diviso tra più istituti §
In Atene il potere giudiziario era diviso tra più istituti. Oltre ad alcuni istituti preposti per tale scopo, come abbiamo visto per l’eisangelia, anche la boule e l’ecclesia n’erano competenti. Inoltre dato che la condanna poteva essere differente a seconda della sede, la scelta della stessa era fatta in via preliminare. Lo stato non difendeva di diritto la violazione dell’incolumità dei suoi membri, ma l’omicida era perseguibile solo nel caso un parente della vittima, o un membro della fratria, sporgesse accusa, in caso contrario rimaneva impunito. In generale lo stato non era competente per istituire un procedimento penale e il suo intervento era determinato non dalla colpa, ma dall’accusa. Agli omicidi, oltre all’esclusione dalla società civile, venivano interdetti i luoghi sacri, e questo valeva, anche senza accordi interstatali, al di fuori dello stato d’origine.
Areopago
12 Costante di una società aristocratica §
Costante di una società aristocratica, erano i poteri che erano esercitati da un consiglio d’anziani appartenenti alle classi nobiliari. In Atene questo era l’Areopago. L’Areopago, composto da ex-arconti, era l’unico istituto, dove la carica era prerogativa di cittadini che avevano precedentemente occupato altre cariche. Il nome deriva dalla collina di Ares, la sede dove l’istituto era convocato. Prima delle riforme clisteniche, l’istituto era la massima autorità dello stato, con l’affermazione della democrazia (i poteri non potevano essere esercitati da un gruppo di persone appartenenti alle classi più alte della cittadinanza), all’Areopago furono tolte molte attribuzioni che vennero divise tra gli altri istituti dello stato (ecclesia, boule, dicasteri). Prima dell’era clistenica le sue attività erano: la nomophylakia (tutela delle leggi dello stato e di conseguenza processi per reati contro lo stato), la dokimasia, le euthynai. Le tappe dello spostamento dei poteri sono state nel 487, sorteggio all’arcontato, e nel 462/61, la rivoluzione di Efialte, avvenuta dopo un periodo in cui l’Areopago aveva esercitato una supremazia (dopo le guerre persiane), che sottraeva all’Areopago le funzioni di dokimasia, eisangelia ed euthynai. Da questo momento, sempre ex-arconti ma con poteri limitati alla giustizia penale (reati di sangue), all’aeropago rimase solo la carica vitalizia; inoltre l’apertura agli zeugiti prima e ai teti dopo, tolse al vecchio istituto il carattere di istituto elitario.
Eliea
13 L’eliea è il popolo riunito come assemblea giudicante §
L’eliea è il popolo riunito come assemblea giudicante. Istituito da Solone, Aristotele identifica quest’istituto come alta espressione della democrazia, poiché il popolo, senza distinzione di rango o censo, ha l’opportunità di giudicare i reati contro le leggi dello stato (dicasteri ed ecclesia). In età classica l’eliea era composta da seimila cittadini di pieno diritto al compimento dei trenta anni. Non è chiaro il criterio di selezione tra le tribù (forse 600 per tribù). Gli eletti dovevano prestare giuramento. L’eliea si riuniva in sezioni separate: i dicasteri, ognuna sotto la presidenza di un magistrato (arconti e tesmoteti). I giudici erano assegnati ai singoli dicasteri tramite sorteggio. I dicasti svolgevano sia la funzione di giudici (emettevano le sentenze) che di giurati (sottoposti a giuramento). A partire dalla meta del V secolo i dicasti ricevettero una retribuzione.
14 Come abbiamo detto solo la parte lesa poteva istituire una causa §
Come abbiamo detto solo la parte lesa poteva istituire una causa, sia per un atto lesivo privato che comune. Le sedute iniziavano al mattino, dopo un sacrificio. L’araldo leggeva l’elenco delle cause (ogni sessione ne giudicava più di una) le parti in causa prendevano la parola, tranne i non cittadini (meteci, schiavi, donne, liberti, minori) che avevano bisogno di un prostates. Alcuni chiedevano di far parlare in vece loro dei “professionisti del parlare”, esperti di legge (es. Demostene, Eschine). Sorsero anche esperti nella redazione di discorsi giudiziari: i logografi. Nel processo i giudici rimanevano in silenzio, poi passavano alla votazione (il voto era segreto). Le pene inflitte erano di due tipi: pene sulla base di decreti o leggi; condanne discrezionali dei giudici. Le pene per lo stesso reato erano diverse tra cittadini e non cittadini. Le condanne potevano andare dalla condanna a morte, all’esilio, all’interdizione ai luoghi sacri, alla confisca dei beni.
15 Alcuni reati penali erano prerogativa di altre magistrature… §
Alcuni reati penali erano prerogativa di altre magistrature giudiziarie. Gli Efeti, 51 magistrati sorteggiati tra i dicasti o gli areopagisti, giudicavano in tre corti distinte: Palladio (omicidi, esilio), Delfinio (giudicava se l’arconte basileus incaricato del processo riteneva l’assassinio legittimo o motivabile), Freatto (giudicava reati compiuti da chi era in esilio). I quaranta giudici (prima della rivoluzione democratica del 403 erano trenta), si recavano a giudicare nei singoli distretti dell’Attica. Gli undici, con compiti di polizia, custodia delle carceri, sovrintendevano alle esecuzioni capitali e reati minori (truffa, furto). Cinque eisagogeis, eletti uno ogni due tribù, si occupavano di controversie su attività finanziarie. Arconte basileus, per reati contro la religione e la famiglia. Arconte polemarco, per reati che coinvolgevano i meteci.
Il cittadino e la giustizia
16 La giustizia tutelava l’individuo nell’ambito della famiglia (matrimonio… §
La giustizia tutelava l’individuo nell’ambito della famiglia (matrimonio, rapporti tra coniugi, genitori e figli), stabiliva i rapporti tra cittadini e non cittadini (attraverso criteri di nomina dei tutori), i diritti dell’individuo sia cittadino che meteco o schiavo. Nei rapporti commerciali, anche all’estero, lo stato aveva elaborato una complessa serie di normative per garantire i diritti e i doveri dei cittadini e non, ricordiamo le symbolai. Nell’ambito commerciale, cittadini, meteci e stranieri potevano godere di pari diritti, finalizzati ad avere vantaggi nelle iniziative commerciali. Lo stato era difeso attraverso un serie di norme. I procedimenti dell’eisangelia, la apophasis sono fondamentali per la tutela delle leggi dello stato. Da ricordare anche le azioni giudiziarie contro l’usurpazione dei diritti relativi all’integrità della cittadinanza. Lo stato contemplava anche alcuni reati contro la religione. Molte norme sacrali non erano scritte ma consuetudinarie, riconosciute da tutti i cittadini. I reati contro la religione erano reati contro l’intera comunità poliade, di conseguenza perseguibili. Un reato di cui molti artisti, intellettuali e filosofi furono condannati era l’asebeia (empietà ricordiamo Socrate). L’incriminazione per asebeia comportava un processo tramite eisangelia. Nel corso del IV secolo i processi privati aumentarono per questioni d’eredità, di proprietà ma anche per questioni politiche. Questa situazione porto alla sicofantia. Alcuni individui divennero dei veri professionisti, uomini senza scrupoli, che accusavano, scriteriatamente, uomini politici, benestanti, sia per la lotta politica sia per profitti personali.
Le magistrature
17 Il popolo faceva eseguire le sue volontà delegando… §
Il popolo faceva eseguire le sue volontà delegando alcuni poteri ai magistrati: magistrature d’ordine governativo o politico (archai), amministrative (apimelai) e funzioni subalterne (hyperesiai), le quali potevano essere affidate a meteci e schiavi. Tutte le magistrature dovevano essere elette per sorteggio, tranne la strategia e i tesorieri poiché si richiedevano particolari requisiti. Ricambio annuale e non cumulabile delle cariche garantivano il concetto democratico, come democratico era l’elezione alle cariche divise per tribù. I magistrati erano controllati dal demos sia per l’accesso alla carica (dokimasia), sia durante la carica (dai logistai) che alla fine dell’operato (euthynai). I magistrati potevano anche essere sottoposti a processo se denunciati da qualche cittadino. Dato che erano, durante il loro mandato, responsabili delle cose pubbliche, a loro era vietato di lasciare la patria fino al controllo della euthynai. L’assunzione alla carica era siglata da giuramento, nel IV secolo quasi tutte le magistrature erano retribuite. Le magistrature maggiori erano l’arcontato e la strategia, con l’evoluzione democratica l’areopago perse poteri, mentre n’acquisto la strategia.
Arcontato
18 Prima delle riforme di Clistene §
Prima delle riforme di Clistene, l’arcontato era la carica più alta dello stato. In origine gli arconti erano nove: il basileus, il polemarco, l’eponimo più sei tesmoteti. La carica era elettiva tra le prime due classi di censo, dal 487/86 l’accesso all’arcontato fu per sorteggio, dal 457/56 la carica fu aperta agli zeugiti e dopo anche ai teti. Con l’affermazione della democrazia, anche i poteri vennero meno: alla boule passo la supervisione dell’intero apparato amministrativo; il comando dell’esercito passo dall’arconte polemarco ai 10 strateghi; gran parte dell’amministrazione giudiziaria passo ai dicasteri. Gli arconti erano gli unici magistrati che erano sottoposti a una doppia dokimasia (boule e dicasteri). Agli arconti rimasero alcune responsabilità giudiziarie e l’arconte eponimo continuo a dare nome all’anno. In età democratica arconte eponimo si occupava dell’organizzazione delle feste, e aveva qualche compito giudiziario minore, l’arconte basileus aveva la responsabilità dei culti e delle cerimonie, l’arconte polemarco aveva perso ogni funzione militare, ai tesmoteti solo mansioni giudiziarie.
Strategia
19 Gli strateghi avevano il comando militare §
Gli strateghi avevano il comando militare. Cittadini di età superiore ai 30 anni, eletti uno per ogni tribù, ogni stratego comandava il contingente militare della sua tribù, la carica era annuale e collegiale. Erano soggetti all’euthynai da parte dei dicasteri. Le competenze erano diverse: giudiziarie per reati militari o controversie tra trierarchi; stipulazione di trattati; diplomazia. Dalla meta del IV secolo, la ripartizione di uno per tribù venne meno, sostituto dall’elezione tra tutti (cambiamento forse per giustificare la prolungata presenza di Pericle alla strategia). In questo periodo furono cambiate o meglio ripartire anche altre funzioni: cinque strateghi rimanevano a disposizione per eventuali necessita, altri cinque con incarichi specifici, responsabile forze di terra, sicurezza del territorio, due per il Pireo, uno con mansioni finanziarie come il controllo dell’allestimento delle flotta da parte dei cittadini più ricchi (liturgie). In particolari circostanze alcuni strateghi erano investiti del titolo di egemon o autokrator, con autorità discrezionale per spedizioni militari, scelte operative, coordinamento (Temistocle e Nicia, Alcibiade e Lamaco). L’Ecclesia conferiva questi poteri.
Atri magistrati
20 Altre figure minori di magistrati avevano incarichi di… §
Altre figure minori di magistrati avevano incarichi di tipo giudiziario, di polizia, con funzioni di ordine e controllo, finanziarie. Collegio di dieci membri (5 per Atene e cinque per Pireo) si occupavano del servizio d’ordine e di controllo della città: manutenzione e controllo delle strade, degli edifici, sorveglianza nel settore dell’igiene alimentare, approvvigionamento cerealico, controllo dei pesi e delle misure, rifornimento idrico della città. PAG.301,302,303 devo saperli a memoria?
I Demi
21 I Demi attici possono essere divisi in demi urbani e demi rurali §
I Demi attici possono essere divisi in demi urbani e demi rurali. I primi coincidono con la sede degli organismi istituzionali, i secondi, essendo lontani, godono di una certa autonomia amministrativa. Ogni demo rurale ha un nucleo urbano e una porzione di chora. Tutti dispongono di un’agora, di sedi di culto locali, alcuni più grandi hanno una palestra e un teatro, i demi frontalieri sono fortificati e ospitano contingenti militari. La popolazione e costituita da cittadini, meteci e schiavi. Sia da un punto di vista demografico, geografico ed economico i demi non sono omogenei. Appartenere al demo consentiva di accedere alla boule, inoltre il controllo sul diritto di cittadinanza avveniva nei demi. I demoti si riunivano in assemblea (come l’ecclesia), prendevano decisioni, attraverso il voto, ratificate sotto forma di decreti, a volte con quorum, per compiti di natura locale relative ad entrate e uscite, culti, cerimonie e feste, elezione dei funzionari del demo, controllo del loro operato. Il demarco convocava l’assemblea e ne aveva la presidenza. L’autorità del demarco era assoluta. I suoi compiti erano di supervisione di tutte le delibere votate dall’assemblea, di controllo della lista di cittadinanza, ricopriva funzioni sacrali nell’ambito dei culti del demo, la registrazione delle proprietà del demo. Da una mancanza di testi nel V secolo, a una presenza di documenti nel IV secolo, possiamo dedurre che col tempo le competenze del demo siano cresciute, in particolare per alcuni compiti amministrativi, passati dalla boule e l’ecclesia al demo (es. decreto della boule del V secolo per la costruzione di un ponte sui Rheitoi, mentre nel IV secolo decreto onorifico ad un privato, dei demoti di Eleusi, per la costruzione del ponte sul Cefisio). Altri due esempi a fine pag.307.
Sistema militare
22 Come in gran parte della Grecia §
Come in gran parte della Grecia, ad Atene, non esisteva un esercito permanente, ma in caso di necessita' i cittadini dovevano prendere le armi. L’armamento era pesante, dallo scudo rotondo e la lancia derivo il termine di oplita, e la falange politica era lo schieramento usato in tutta la Grecia. Siccome il cittadino doveva mantenere il proprio armamento, ecco che solo le prime tre classi potevano permetterselo. In una società prevalentemente agraria, il cittadino soldato era costituito dal ceto medio (maggioranza zeugiti). I teti, esclusi dalla falange, nel V secolo erano impiegati e stipendiati nella marina militare come marinari, rematori. In caso di guerra non breve, come fu il conflitto del Pel., i cittadini politici dovettero rimanere in armi per molto tempo, lontano dalla propria attività lavorativa impoverendoli, provocando scossoni sociali. Mentre i teti, auspicavano, per motivi ovvi, la guerra, gli opliti cercarono costantemente la pace. Per questi motivi i ceti medi fornirono la base per mutamenti costituzionali in direzione conservatrice, cercando di limitare la cittadinanza solo a chi poteva combattere come oplita. L’affermazione democratica del IV secolo, cariche aperte a tutti i cittadini, porto anche ad una trasformazione della società militare: lo stato equipaggio' a spese proprie tutti i cittadini, reso anche necessario da una maggiore professionalità dei combattenti e alla diffusione del mecenatismo. Nel V secolo la marina militare divenne uguale se non maggiore delle forze terrestri, dovuto al ruolo egemonico nella lega navale, a garantire l’approvvigionamento cerealico (Atene ne era dipendente) curando costantemente le rotte verso il Ponto Eusino. Con l’impero ateniese, lo sviluppo della democrazia venne ad identificarsi con la talassocrazia. Nonostante l’importante crescita della marina, il cittadino- soldato continuava a rappresentarsi nell’oplita: le pubbliche riconoscenze, come il mantenimento degli orfani di guerra, erano date agli opliti. Nel V e ne IV secolo, periodo di continue guerre che distoglievano per lungo tempo i cittadini alle loro attività, erano tuttavia imposte dalle necessita' o dal corso degli eventi.
Esercito
23 Tutti i cittadini dai 18 ai 60 erano chiamati per la leva §
Tutti i cittadini dai 18 ai 60 erano chiamati per la leva, divisi per tribù e inizialmente comandati dallo stratego della tribù. Gli ufficiali venivano eletti dall’ecclesia. La tattica della falange richiedeva un’azione coordinata dei combattenti, di conseguenza l’allenamento e la disciplina erano indispensabili (vedi lo schieramento politico). Nei posti chiave, nelle prime file, erano arruolati specialisti. La cavalleria era costituita da cittadini delle prime due classi, infatti, il servizio era costoso, anche dopo che lo stato intervenne con parziali contributi. I cavalieri erano soggetti alla dokimasia, Corpo di specialisti con compiti di disturbo e di ricognizione. Altri corpi di specialisti erano gli arcieri (meteci, sciti, traci, cretesi), i lancieri e i frombolieri. Gli ateniesi come corpo mercenario reclutavano anche i peltasti.
Marina militare
Efebia
Efficacia della democrazia
24 Il criterio delle rotazione e della non iterazione… §
Il criterio delle rotazione e della non iterazione della carica di pritano ha indotto un larga parte dei cittadini a ricoprire il ruolo di bulueta. Diverso il discorso dei proponenti dei decreti, che per la natura della loro azione, svolgono una vera e propria attività pubblica con regolarità e durata nel tempo. Quindi abbiamo due categorie: una parte ampia dei cittadini che possono prendere la parola, e una parte ristretta di proponenti. Dai documenti conservati, si possono trovare personaggi che hanno legato il loro nome all’attività politica per molto tempo, svolgendo incarichi diversi nelle magistrature. Termini come l’oratore, il demagogo o l’egemon, cioè i protagonisti dei dibattimenti, sta ad indicare il “politico”. Nel IV la professionalità della politica porterà a definire come rhetores (esperienza e abilita oratoria), colui che e il protagonista nell’ecclesia. L’arte del parlare sarà indispensabile per l’attività professionale nella politica. Le cariche di stratego, iterabile, e amministratore delle cose pubbliche, carica quadriennale, saranno appannaggio di molti retori (esempi Pericle e Demostene). I retori/strateghi, nella seconda meta del IV secolo, saranno i protagonisti dell’attività pubblica in Atene, sia per la grande abilita politica, sia per la carica elettiva e rinnovabile e ai successi militari, eserciteranno un enorme potere. Nonostante la possibilità di tutti i cittadini di partecipare alle cariche politiche, attraverso il sorteggio, i ruoli chiave sappiamo che sono stati occupati da esponenti delle famiglie più ricche, ciò sembrerebbe che ci sia un nesso tra partecipazione politica e possesso di mezzi finanziari. Anche l’introduzione del misthos non ha garantito l’allargamento verso il basso. La complessità dell’attività politica, ha causato una diffusa astensione dei cittadini all’attività decisionale e propositiva. Nella società ateniese era presenti anche altre forme associative. Le fratrie, di origine antichissima, erano associazioni per assicurare ai membri forme di cooperazione e di mutua assistenza sulla base di legami parentali. Riconosciuta nel diritto, le fratrie, avevano una sede propria di culto ed i riunione, uno statuto che prevedeva ammende per i colpevoli di introdurre quanti non ne avevano i requisiti. La registrazione nella fratria, per il polites, era complementare a quella del demo. Le eterie, erano gruppi di cittadini che agivano nell’ecclesia. Non si trattava di partiti politici, ma in alcuni casi dettarono le scelte e l’ordinamento politico nell’assemblea (es. le eterie di Alcibiade e Nicia si accordarono per ostracizzare Iperbolo). Nell’immagine popolare, le eterie, erano contro la democrazia (es. mutilazione delle erme, azione delle eterie per sovvertimento delle istituzioni democratiche). Il principio egualitario della democrazia, assicurava ai più deboli sussidi essenziali per la sopravvivenza e imponeva ai più ricchi obblighi finanziari (liturgie). Le liturgie erano comunque considerate, da parte dei più ricchi, un dovere civico. La più onerosa era la trierarchia (a partire dalla meta' del V secolo), resa necessaria dall’espansione marittima di Atene. La necessita di navi da guerra aumento il ricorso alla trierarchia, e comporto modificazione nella ripartizione del servizio, dal 357 più cittadini erano responsabili di una nave. Fino al IV secolo gli ateniesi non conobbero un sistema fiscale applicato in maniera regolare. I costi dello stato erano coperti dal phoros degli alleati, dall’attività mineraria, dalle tasse ai meteci e i diritti di dogana. I costi della guerra del Pel. E la dissoluzione della lega navale, obbligo Atene a trovare altre vie. Furono tassati cittadini e meteci, con reddito superiore alle 100 dracme, attraverso imposte straordinarie (eisphora). Nel 378/77 si ebbe una ristrutturazione del sistema di prelievo ripartendo i cittadini in simmorie, in modo che ognuno versasse circa le stessa cifra. La risposta dei cittadini più ricchi alle imposte straordinarie va in due direzione. Una parte cerco di sottrarsi al carico fiscale trasformando i beni “visibili” in beni “invisibili”. Un’altra parte, i benefattori, attraverso donazioni al demo: costruzione di ponti, palestre o teatri, organizzazione delle feste e delle cerimonie. Con le donazioni l’intervento privato sostituisce quello pubblico, il disimpegno per le liturgie a favore di opere locali. Dalle testimonianze, il fenomeno, aumenta l’attività deliberativa e amministrativa dei demi in antagonismo con il centralismo politico.
Le istituzioni di Sparta
25 Difficile sapere con sicurezza l’attività degli istituti spartani §
Difficile sapere con sicurezza l’attività degli istituti spartani, documenti epigrafici mancano di attestazioni su Sparta, considerando anche che la segretezza del sistema spartano non consentiva di avere chiare informazioni.
Territorio e società
26 Il territorio di Sparta comprende la Laconia e… §
Il territorio di Sparta comprende la Laconia e la Messenia (8.500 kmq), cioè un quinto del Peloponneso. L’origine degli spartani si fanno risalire alla migrazione dei Dori (950 ca.), popolazione di stirpe greca proveniente dalla Grecia del nord. I secoli VIII e VII sono i periodi dell’allargamento dei confini della Laconia, verso la Messenia (fino al 369) e del consolidamento delle frontiere con Argo e Arcadia. Le due guerre messeniche rendono difficile il domino dei lacedemoni sui messeni: dovettero intervenire molte volte anche con l’aiuto degli alleati. La città era sorta dall’unione di quattro villaggio e dall’incorporazione, in momenti successivi, di Amicle una fortezza predorica. Importante l’acquisizione di Amicle per due motivi: strategico e politico. La tradizione pausanica che indicava Amicle come composta da abitanti predorici (se non Achei), sembra attenuata dal fatto che molte feste religiose si tennero ad Amicle (Giacinzie), come il villaggio era la sede dell’esposizione dei trattati interstatali. L’assenza di un centro urbano faceva di Sparta una polis particolare. Nelle fonti gli spartani erano anche chiamati Lacedemoni. La conquista della Messenia, risolse un periodo di contrasti sociali dovuta alla crisi economica. Probabilmente questi sono i motivi della fondazione di Taranto di coloni spartani. La Messenia pote’essere divisa tra gli spartani dando nuovo impulso all’economia dei lacedemoni. La nuova ricchezza è dimostrata dal ritrovamento di oggetti come avorio, ambra ed oro, oltre alla costruzione del tempio di Artemide Orthia (700). La conquista della Messenia comporto un consolidamento dello stato spartano per tre motivi: in ambito sociale, la divisione dei lotti di terra ai cittadini; in ambito politico, l’introduzione della costituzione di Licurgo; in relazione all’esterno, chiusura politica, economica e culturale. Sembra che con l’introduzione della costituzione di Licurgo, dopo il VII secolo, Sparta fa conoscere una chiusura con l’esterno: non vengono più chiamati artisti stranieri, il contatto con gli stranieri è vietato, i cittadini di Sparta non possono recarsi all’estero; tutto questo causo un declino dell’attività culturale ed artistica. Da questo momento lo spartiate vivra’ solo per lo stato e per la guerra. In Grecia l’attività economica predominante era l’agricoltura, determinante a Sparta. La terra, di proprietà statale, veniva divisa in kleroi tra gli spartiati, che godevano dei loro prodotti, ma non si sa con quali metodi era divisa. E’ tuttavia possibile dividere la chora dello stato spartano: 1. la politike chora, divisa in parti uguali, la divisione è fatta risalire a Licurgo; 2. la periokis, la terra marginale data ai perieci; 3. la chora della Messenia divisa tra gli spartiati, mentre la popolazione locale o emigro o fu asservita.
La costituzione di Licurgo
27 La costituzione degli spartani §
La costituzione degli spartani, e opera, secondo dagli antichi, del legislatore Licurgo. Ma di Licurgo non è chiaro né se sia veramente esistito, ne, se sia esistito quando. La critica moderna sta ancora discutendo se definirlo una figura storica, divina o mitica. Storicamente l’opera di Licurgo va vista nel quadro delle trasformazioni sociale, avvenute in tutta la Grecia, che coinvolsero il demo dopo alcune conquiste in ambito economico e militare (oplitismo). Probabilmente si tratto’ di un processo più lungo dovuto agli scossoni sociali provocati dal conflitto messenico (l’eforato fu istituito più tardi). L’attribuzione a Licurgo sarebbe nata dall’esigenza di dare una partenita' divina alla costituzione, dando al personaggio una configurazione di uomo/eroe/dio. L’opera, attribuita a Licurgo, svaria dalla legislazione, al campo sociale, economico ed educativo. La critica moderna ritiene che la prima meta del VII secolo segno un tappa determinante nella elaborazione legislativa e sociale che ne derivarono nel corso di un lungo processo.
La retra
28 Gli antichi concordavano che le leggi fossero state… §
Gli antichi concordavano che le leggi fossero state date a Licurgo dall’oracolo delfico. Le leggi non furono scritte, era vietato, ma si vennero attuate con la consuetudine. La costituzione prevedeva: la diarchia, la gerusia, l’apella, piccole retre, educazione e comportamenti, condotta militare. Tra le misure di rilievo segnaliamo: le relazioni con l’esterno; l’abolizione delle monete d’oro e d’argento (sostituiti da monete di ferro), il divieto di possedere questi metalli; la xenalasia, l’espulsione degli stranieri perche’ non contaminino il kosmos spartano. Inoltre la retra stabiliva: costruire un’altare a Zeus Sillanio e ad Athena Villania; la suddivisione della popolazione in tribù ed obai; l’istituzione della gerusia composta da vent’otto geronti e i due re; le procedure relative ai tempi e ai modi di convocare l’apella. La gerusia convocava e scioglieva l’apella, proponeva nella sede dell’apella, l’apella discuteva e poteva modifica la proposta. La retra era inamovibile poiche’ data dall’oracolo di Delfi, ed, in effetti, rimase invariata per almeno 500 anni.
29 Dopo non molto tempo §
Dopo non molto tempo, due sovrani Teopompo e Polidoro, aggiunsero alla retra un’integrazione: dato che il popolo distorceva e forzava le proposte originarie, le gerusia poteva sciogliere l’assemblea e non ratificare le proposte. Era una limitazione del potere decisionale dell’apella a favore dei geronti e dei due re.
30 Tra la fine del V e l’inizio del… §
Tra la fine del V e l’inizio del IV secolo si introdussero dei cambiamenti alla retra. Si passo ad redazione parziale o totale scritta. L’introduzione dell’eforato, anche non si sa quando, a fianco della gerusia come autorità propositiva. Esempi a fine pag. 342 inizio 343.
31 Le classi sociali §
Le classi sociali.
32 Gli spartiati erano i cittadini di pieno diritto §
Gli spartiati erano i cittadini di pieno diritto, distinti dai perieci e dagli iloti. Compito principale degli spartiati era l’esercizio delle armi, combattendo nell’esercito politico della citta’ e la struttura militare era la base dell’intero sistema sociale. Ad ogni spartiate, per il suo sostentamento e per il mantenimento del suo stato sociale, era assegnato un lotto di terra, lavorato per conto suo dagli iloti, i quali, oltre a lavorare, mantenevano se stessi e la loro famiglia. Secondo l’ordinamento licurgheo tra spartiati non dovevano sussistere differenze di rango e di censo. A questo scopo lo stato seguiva la vita dei cittadini fin dalla nascita: l’esame degli anziani decideva il diritto stesso alla vita; dalla fanciullezza fino all’età’ adulta si cura della loro educazione attraverso l’agoge; in età adulta la partecipazione ai sissizzi era un momento fondamentale di aggregazione e garantiva lo status di cittadino. Il criterio di uguaglianza faceva sì che gli spartiati si qualificassero come homoioi, gli “uguali”. La condizione di uguaglianza era relativa alla divisione dei lotti di terreno. La presenza di famiglie più ricche e nobile, fa pensare che col tempo, le ridistribuzioni in parti uguali non furono mantenute. I motivi possono essere ricercati nel calo demografico e di accumulo di ricchezze ereditarie. Gli antichi fanno riferimento a famiglie più illustri di altre, della presenza degli hippeis, nella presenza nella Gerusia di una parte della nobilta’ spartana. All’interno degli homioi c’erano delle differenze. La condizione di spartiate non era garantita a vita: la presenza nei sissizzi era determinante, come importante era il comportamento in guerra. Chi non poteva assicurarsi un posto nei sissizzi o si era comportato in modo codardo in guerra, perdevano il diritto alla cittadinanza e venivano posti in classi inferiori. Anche la cittadinanza ascitizia era un caso straordinario. La preoccupazione per il calo demografico, faceva sì che il celibato venisse scoraggiato, attraverso sanzioni economiche e sociali. Agli anziani erano espressi molti onori: i giovani dovevano lasciare loro il posto nelle mense, e alzarsi in piedi in loro presenza. Gli anziani, giudicavano i neonati, sorvegliava i fanciulli, studiavano le loro doti fisiche e i giovani guardavano gli anziani come modelli di saggezza.
33 Gli iloti erano la popolazione sottomessa della Laconia… §
Gli iloti erano la popolazione sottomessa della Laconia e della Messenia, in quest’ultima regione il loro numero era maggiore. Gli iloti della Messenia erano di stirpe dorica, sugli iloti della Laconia la tradizione ha conservato due versioni: popolazione predorica (achea) sottomessa o differenziazione della popolazione dopo la prima guerra messenica. Il nome degli abitanti potrebbe risalire da “abitanti di helos” (palude) o dalla radice che indica l’azione di catturare. Il rapporto tra spartiati ed iloti fu sempre determinato dal timore dei primi per una ribellione dei secondi. In questo contesto la tradizionale “dichiarazione di guerra” agli iloti (krypteia), al momento di prendere possesso della carica degli efori, va visto come la volontà di mantenere le distanze tra le classi (dominatori e dominati), oltre all’aspetto rituale dove i giovani si preparavano alla vita adulta. Il timore della ribellione, fu dato dalla sproporzione numerica tra le due classi, di tanto in tanto gli spartiati si liberavano degli iloti attraverso “scomparse di massa”. Agli iloti era vietato di portare armi. L’utilizzo degli iloti in guerra, fu dettata da problemi di calo demografico. Nei trattati di pace, gli spartani, includevano sempre l’intervento degli alleati in caso di ribellioni ilotiche.
34 I perieci (coloro che abitano intorno) occupavano le… §
I perieci (coloro che abitano intorno) occupavano le terre frontaliere del territorio poliade. Godevano di una certa autonomia amministrativa. La ridistribuzione dei lotti di Licurgo, prevedeva l’assegnazione ai perieci di 30,000 kleroi, e secondo alcune testimonianze i perieci avevano gli stessi diritti degli spartiati. La perdita dei diritti, ridotti a tributari, è fatta risalire al re Agide. I perieci vivevano liberi ma senza diritti politici, dovevano combattere nell’esercito, prima in corpi separati, in seguito, dovuto al calo demografico, insieme agli spartiati La condizioni di emarginazione non comporto forme di solidarieta’ tra perieci e iloti, forse per motivi etnici, economici e sociali. I perieci era liberi nella loro professione, potevano anche arricchirsi. Oltre all’attività’ agricola, si occupavano di attivita’ commerciali e artigianali. L’origine etnica dei perieci è incerta, in età classica la lingua e la cultura era dorico. Secondo ipotesi moderne si tratterebbe di comunita’ predoriche sottomesse nel tempo, oppure la distinzione sarebbe il risultato di una differenziazione sviluppatasi all’interno di una popolazione affine (dori): una gruppo divenuto più ricco e una maggioranza decaduta. Un’altra ipotesi è la sudditanza, col tempo, della popolazione che abitava le zone montuose da parte di quella che occupava la pianura dell’Eurota.
Gli inferiori
35 Oltre alle tre classi principali §
Oltre alle tre classi principali, in Sparta, erano presenti alte categorie d’inferiori: Hypomeinones: coloro che non erano in grado di assolvere al rigido sistema spartano, contribuire ai sissizzi, o avevano tenuto un comportamento codardo in guerra (tresantes) era degradato in classi inferiori con una diminuzione della capacita’ politica. Pare che per i tresantes la limitazione non era irreversibile, combattevano nell’esercito oplitico. Mothakes (Motaci): erano i figli illegittimi e i discendenti di famiglie spartane decadute, combattevano nell’esercito politico. Neodamodeis: erano gli iloti liberati, combattevano sia con gli spartani sia in formazioni separate; nel periodo dell’egemonia spartana furono utilizzati come armosti; venivano utilizzati anche con compiti di guardia frontaliera, dove si stabilivano; la loro utilizzazione va inquadrata nel calo demografico degli spartani.
36 Assemblea (Apella) L’apella è l’assemblea del damos spartano §
Assemblea (Apella) L’apella è l’assemblea del damos spartano. Vi potevano partecipare tutti i cittadini di pieno diritto dopo i trenta anni. L’apella, istituita da Licurgo, i geronti presentavano le loro proposte, al damos spettava di approvarle o respingerle ma senza discuterle (non si sa se era necessario un quorum). La forma di “voto” era l’acclamazione. Secondo Senofonte, esisteva una mikra-ekklesia che insieme ai geronti e agli efori, operava con funzioni straordinarie di governo.
Gerousia
37 I geronti erano venti otto cittadini spartani di oltre sessanta anni §
I geronti erano venti otto cittadini spartani di oltre sessanta anni, più i due re. Eletti dal damos, erano, come disse Plutarco “il potere nel mezzo”, poiché contrastavano la democrazia e la tirannide. La carica era vitalizia, e il prestigio molto alto. Sembra che venissero scelti tra le famiglie più illustri di Sparta. I geronti non era soggetti all’euthynoi. I geronti presentavano le leggi in assemblea, convocavano e scioglievano l’apella. Insieme all’eforato esercitava la nomophylakia. In campo giudiziario era i giudici della vita e della morte. Riuniti con gli efori e uno dei due re formavano la corte autorizzata a giudicare l’altro re.
Eforato
38 In merito all’istituzione dell’eforato §
In merito all’istituzione dell’eforato, vi sono versioni contrastanti: alcuni l’attribuiscono a Licurgo, altri al re Teopompo o all’eforo Chilone, ma concordanti nel ritenerla separata e posteriore alla retra. Anche le finalita’ sono discordanti: volontà di frenare i poteri degli oligarchi, in contrapposizione al potere dei re, magistratura che assicurava una continuità di governo, quando i re erano in guerra. Le funzioni erano di supervisione e controllo, il numero di cinque li fa collegare con i villaggi. Gli efori erano eletti dal damos (non si sa come), la carica era annuale e l’incarico era preceduto da un giuramento con i due re. Le competenze abbracciavano la sfera politica, militare, giudiziaria e religiosa. In ambito politico, insieme ai geronti, tutelavano i nomoi attraverso la nomophylakia. Sovrintendevano all’agoge, nominando i preposti all’educazione. Uno di loro era il magistrato eponimo, e deteneva la presidenza dell’assemblea. I poteri giudiziari era estesi, facevano parte della commissione che giudicava uno dei due re, potevano incriminare e processare i re, in generale il loro controllo veniva effettuato su tutta la popolazione lacedemone (spartiati, perieci, iloti). In politica estera, ricevevano gli ambasciatori, intrattenevano le relazioni con gli altri stati. In ambito militare, decretavano la mobilitazione, controllavano la marina e l’opera dei navarchi e degli armosti. A partire dall’epoca delle guerre persiane, due efori seguivano i re in battaglia. Quando entravano in carica dichiaravano guerra agli iloti (krypteia). Complessivamente l’azione dell’eforato era al mantenimento della stabilita e alla conservazione dell’ordine costituito. La critica moderna, considera con l’istituzione dell’eforato (eforo era eletto dal damos) la costituzione spartana divenne più democratica, ridimensionando il potere dei re e della gerusia (riservata ad un’elite aristocratica). Il modo di giuramento periodico dei re e degli efori testimonia forme d’accordo e compromesso tra i due ordinamenti.
Diarchia
39 Particolarismo dell’ordinamento spartano era la presenza di due re §
Particolarismo dell’ordinamento spartano era la presenza di due re. L’origine della diarchia trova pareri discordanti. I re erano discendenti di due dinastie regali: gli Agiadi e gli Europontidi. La critica moderna concorda la presenza di due re con un compromesso, o di comunità differenti tra etnica e territoriale. Col tempo i poteri dei due re vennero meno a favore dei geronti e degli efori. In ambito sacrale erano la massima autorita’: celebravano i sacrifici, detenevano il sacerdozio ereditario di Zeus lakedaimonos e di Zeus Ouranios, e in generale si occupavano di tutto cioè che concerneva la sfera sacrale. Nominavano i quattro Pytii (due a testa) che tenevano le relazione con il santuario di Delfi. I poteri dei due re erano più evidenti in guerra, anche se dopo il 506, solo uno dei due re poteva lasciare il paese e dopo le guerre persiane due efori affiancarono il sovrano. Nonostante le limitazioni imposte nel tempo, la figura carismatica del re non fu mai intaccata. In patria la partecipazione ai sissizzi era gratuita, e ricevevano doppia razione. I re erano i cittadini più ricchi di Sparta: fruivano di rendite dei possedimenti nelle terre dei perieci, erano gli unici a disporre di beni mobili. I re nominavano i prosseni. La figura prestigiosa e carismatica dei due re si palesa anche nelle solenni onoranze funebri.
Agoge e syskenia
40 Nell’educazione spartana molti antichi videro il successo di Sparta §
Nell’educazione spartana molti antichi videro il successo di Sparta. All’età di sette anni di fanciulli venivano educati in istituti pubblici divisi classi d’età e controllati da educatori nominati dagli efori. L’agoge era organizzata in tre classi: 11. si insegnava l’ubbidienza, il comportamento, la lotta e l’ardimento; 15. si insegnava l’austero stile di vita spartano; 16-20 si chiamavano ireni, si insegnava la tenacia e le tecniche di combattimento. La scansione dei cicli era finalizzata sia all’apprendimento di tecniche di combattimento, sia a favorire la socializzazione del giovane. Solo il corretto adempimento dell’agoge era condizione preliminare all’ottenimento dello statuto di cittadino. Gli antichi vedevano della agoge anche una forma di democrazia, i quanto tutti i giovani erano parificati nell’educazione.
41 La partecipazione alla syskenia o ai sissizzi §
La partecipazione alla syskenia o ai sissizzi, era condizione necessaria per mantenere lo statuto di cittadino. L’origine risale alla commensalita dell’età arcaica. Gli spartiati adulti, riuniti in numero di quindici, pranzavano insieme; l’ammissione di un nuovo membro, era regolata dal consenso unanime. Ogni commensale aveva l’obbligo di provvedere al pasto portando mensilmente determinati quantitativi di farina, vino, di formaggio e di fichi e dopo anche una parziale somma in danaro. I re godevano della mensa a spese pubbliche. La contribuzione ai pasti era essenziale per mantenere lo status di cittadino. La mensa era anche l’occasione per la circolazione dell’informazione, in modo particolare il dibattito politico. I giovani erano ammessi alla mensa perche’apprendessero i modi di parlare e scherzare in maniera adeguata.
Sistema militare
42 L’attività militare era preminente in Sparta §
L’attività militare era preminente in Sparta, infatti, gli spartani vennero considerati, dagli antichi, come i migliori combattenti. Gli spartani utilizzarono la falange politica, come nel resto della Grecia, ma, grazie anche al continuo allenamento, erano molto più organizzati, sia dal punto di vista del combattimento che dalla cura per i dettagli (comunicazione viarie, etc.). In merito alla composizione dell’esercito spartano, le descrizioni sono spesso poco chiare e contraddittorie. Secondo Plutarco, il cittadino era prima di tutto un soldato che viveva nella sua città come in un accampamento. Dalle ricostruzioni, potremmo dire che la falange era divisa da cinque reggimenti, schierati in classi d’età (20-60 anni), relativi ai cinque villaggi (obai). Nell’apparato militare vi erano gli homioi e gli inferiori. Gli hippeis costituivano un corpo scelto di trecento uomini, che erano la guardia personale del re. Con l’accentuarsi dell’oligantropia, gli homioi vennero affiancati dai perieci e dai neodamodeis. Gli ufficiali di grado più elevato, dopo i re, erano i polemarchi che fungevano anche da consiglieri. Il comando supremo era affidato al re. Gli efori che accompagnavano il re in guerra non avevano mansioni militari. Dall’ultimo ventennio del V secolo vennero il re venne affiancato da trenta consiglieri. I contingenti alleati della lega del Pel., tenevano il comando dei loro battaglioni, ma il comando supremo era del re spartano. Quando Sparta ebbe l’egemonia dei mari, furono costituite altre cariche: il navarco campo della flotta, era a scadenza annuale e non iterabile; non rendeva conto al re ma agli efori, poteva intavolare trattative con i nemici, amministrava il denaro del bottino, e, come il re, celebrava i sacrifici prima e dopo la battaglia. L’epistoleus era il vice del navarca e poteva essere riconfermato, in genere sostituiva il navarca alla fine del suo mandato. Il compito dell’Armosta (aperto ai neodamodeis), era quello di assicurare l’appoggio ai governi filospartani. Dopo Leuttra la figura della armosta scomparve.
Stati federali
43 Nella Grecia centro-settentrionale si sono sviluppati degli stati… §
Nella Grecia centro-settentrionale si sono sviluppati degli stati federali. La trasformazione di questi stati da stato a base etnico a base federale, nel corso del V e IV secolo, e’ dovuta in concomitanza di fattori politici, sociali e geografici.
Koinon degli Arcadi
44 Lo stato degli Arcadi §
Lo stato degli Arcadi, nasce dopo la battaglia di Leuttra nel 369, e per la sua realizzazione, la tradizione attribuisce un ruolo importante ad Epaminonda e all’esercito beotico di stanza nel Peloponneso, in funzione antispartana. Fino a quella data, l’Arcadia, era divisa sia in ethne sia in villaggi sparsi, piccole citta’ e poleis come Mantinea, Tegea e Orcomeno. Le regioni montagnose erano occupate dai popoli (ethne) dei Parrasi, Azani, Eutrasi e dei Menali. Il territorio, spezzato in valli e bacini spesso di difficile comunicazione, ha favorito il particolarismo locale; l’economia del paese si basava sull’agricoltura e l’allevamento. La toponomastica, gli usi e le tradizioni locali, mostrano che il processo d’appropriazione culturale del territorio si è realizzato entro limiti ristretti. L’unita’ dell’ethnos precedente la trasformazione in stato federale, era alimentato da culti di vicinato, dalla comunanza della lingua e della stirpe. L’unione federale è anticipata da unioni parziali di centri minori intorno ad un centro principale, probabilmente causato da integrazioni religiose e amministrative. La costituzione dello stato federale ha ridisegnato la mappa politica dell’Arcadia. Fu seguita dalla fondazione di Megalopoli, attraverso il sinecismo di centri minori. Comporto l’annessione politica dei centri minori e il trasferimento degli abitanti (volontario o coatto) di alcune località verso la nuova città. Si verificarono anche sinecismi più piccoli per equilibrare la sottrazione di alcuni centri da parte della nuova città. La città di Megalopoli divenne il centro principale federale: qui si trovano gli istituti federali, anche se la koine hestia rimase a Tegea. I motivi della fondazione di Megalopoli come centro principale non è in relazione alla necessita, del nuovo stato, di avere un centro federale, ma, secondo la critica moderna, di avere o un centro fortificato in funzione antispartana, oppure una città in posizione viaria strategica. La suddivisione del territorio in distretti, con una ripartizione in dieci circoscrizioni, sembra riprodurre il sistema beotico, all’interno delle quali una città svolgeva funzioni coordinanti tra il governo federale e locale. Principali istituti federali erano l’assemblea dei dieci mila, la boule (consiglio dei 500), il consiglio dei cinquanta damiorgoi con poteri esecutivi (sezione interna dei 500?). L’assemblea dei 500 a carattere primario, secondo Diodoro, era a base timocratica (censo oplitico), e si radunava a Megalopoli (nel Thersileion). Lo strategos, eletto annualmente, era al vertice del potere e il comandante supremo dell’esercito. L’esecutivo aveva a sua disposizione un corpo militare, gli epariti, che in tempo di pace potevano essere impiegati con funzioni di polizia. Scarse sono le notizie sulla divisione dei compiti tra potere federale e locale. I titoli delle magistrature variano da località a località. Da alcune indicazione epigrafiche sembra che i membri del koinon abbiano avuto un certo grado di autonomia politica e legislativa.
Koinon dei Beoti
45 La Beozia §
La Beozia, regione della Grecia centrale, economicamente era una regione agricola, dove alla produzione cerealicola si era sviluppata l’oleicoltura. Esprimeva una società agraria, dove i ceti superiori formavano un’oligarchia censitaria, con limitazione della cittadinanza al censo oplitico, al vertice c’era il ceto degli hippeis (cavalieri). La popolazione viveva prevalentemente nelle poleis, lo stato dei beoti, infatti, è uno stato federale composto da poleis. L’unione politica si fa risalire a partire dal VI secolo. La forma di governo dello stato dal 447 al 386 prevedeva il territorio diviso in divisione in 11 distretti o mere, con compiti di ordine civile (elezione organismi federali) e militare (leva). Ogni distretto gravitava intorno ad una città principale, ma non corrispondevano aritmicamente alle poleis; Tebe, Platea, Tespie e Orcomeno disponevano di due distretti fino al 427, quando Tebe annette le due mere di Platea, ed esercito l’egemonia sullo stato federale. Sulla Cadmea, l’acropoli di Tebe, si riuniva il consiglio federale e dalla zecca tebana era coniata la moneta federale. Undici beotarchi formavano il collegio supremo, la composizione numerica cambio nel tempo. La corrispondenza tra mere e beotarchi, fece sì che Tebe ne ebbe un numero maggiore. Dopo il 371 il numero fu portato a sette ma Tebe si mantenne i suoi, di fatto, la beotarchia esprimeva l’egemonia di Tebe in seno alla federazione. I beotarchi erano la massima autorità politica e militare della federazione, con competenze sia in politica estera sia interna, in campo militare aveva il comando supremo dell’esercito. Accanto a loro vi era un consiglio federale, per il quale ogni distretto forniva 60 membri. Il potere locale era esercitato da quattro consigli operanti in ciascuna delle città, composti dai soli cittadini. Nella rigidità dell’accesso alle cariche, attraverso il censo, la critica moderna individua nella politeia beotica un regime oligarchico di portata comparabile alla democrazia ateniese. Dopo il 386 (pace del Re), la federazione fu sciolta e si ricostitui nel 379 con un governo più moderato. Sotto la guida di Epaminona e di Pelopida il koinon beotico assunse per alcuni anni il ruolo egemonico nella Grecia.
Koinon degli Etoli
46 Nel V secolo l’Etolia costituiva ancora uno stato tribale §
Nel V secolo l’Etolia costituiva ancora uno stato tribale. La letteratura antica rappresentava gli etoli come un popolo d’usi e costumi “barbari” che parlano una lingua incomprensibile, ponendoli al di fuori dei confini geografici, culturali e linguistici della grecita’. L’apogeo del koinon risale al III secolo, prima di questo secolo, gli etoli vivevano sparsi in modesti insediamenti che fungevano da rifugio in caso d’invasione. La città principale era Thermos, centro politico della regione, ma, da sempre, centro religioso degli etoli, sede di un culto panetolico. In questa citta’ si svolgevano le periodiche assemblee dell’ethnos e si organizzavano le cerimonie religiose che raccoglievano tutta la popolazione. La sviluppo di Thermos, come sede principale, può essere spiegato con la posizione della citta’, situata sulla convergenza dei principali percorsi della transumanza. L’economia si basava sull’allevamento e la caccia, ma era diffusa la pirateria e la razzia, che faceva degli etoli dei pastori guerrieri (portavano sempre le armi). Il passaggio da stato etnico a stato federale fu graduale, il momento storico della massima espansione del koinon risale al III secolo, quando furono annesse citta’ ed ethne confinanti. Istituto principale del koinon era l’assemblea o synodos, che si riuniva due volte l’anno. L’assemblea aveva poteri estesi, in primo luogo il diritto di dichiarare la guerra o la pace. In seguito fu affiancata da un consiglio (synedrion o boule) composto di delegati d’ogni citta’, ma il synodos mantenne compiti decisionali. Al vertice del koinon figurava uno strategos, con poteri civili e in guerra comandante supremo dell’esercito.
Koinon dei Focesi
47 La storia del koinon può essere ordinata intorno a tre poli §
La storia del koinon può essere ordinata intorno a tre poli: ambientale, la vita imposta dal territorio montuoso; politico-militare, la continua lotta per la liberta’ contro i popoli confinanti (etoli, beoti, tessali); politico-religioso, il rapporto conflittuoso con Delfi. Il territorio montagnoso fu costantemente abitato, anche dopo l’occupazione della pianura; qui gli abitanti trovarono rifugio per organizzare la resistenza in caso d’invasioni. La costante conflittualita’ costrinse la popolazione a portare sempre le armi (pastori-guerrieri). L’occupazione della focide, fu graduale e continua da popolazioni provenienti, costrette a lasciare gli originari insediamenti per motivi politici e /o militari, da regione differenti (tebani, arcadi, etc.). La costante conflittualita’ interna e l’incapacità’ di essere economicamente autosufficienti, provoco una debolezza dello stato. Durante il IV secolo fu dato impulso all’urbanizzazione, la citta’ di Elatea ne era il centro principale. Il carattere eterogeneo, in relazione alla origine e alla formazione, di alcune polis, non ha impedito il consolidarsi di un’immagine unitaria dell’ethnos che i focesi facevano risalire ad un capostipite Phokos e che molto presto l’orientamento panellenico del santuario di Delfi e le frequenti minacce esterne avevano contribuito a rafforzare. Massimo organismo decisionale, nel V e nel IV secolo, era l’assemblea panfocese che probabilmente era l’assemblea di tutti gli uomini in armi. Il comando supremo dell’esercito era affidato ad un autokrator o strategos che è anche la massima figura magistratuale. Non sono conosciuti i rapporti tra istituti federali e locali, come anche il ruolo operativo dell’assemblea in campo politico ed amministrativo, sebbene la presenza di una monetazione federale presupponga una gestione finanziaria.
Koinon dei Tessali
48 La Tessaglia §
La Tessaglia, regione della Grecia settentrionale, comprendeva un vasta pianura, circondata da montagne che rendevano difficoltoso l’accesso ai paesi confinanti. Paese ricco e fertile, dedito alla coltivazione dei cereali e all’allevamento, soprattutto cavalli, ebbe il suo centro principale nella citta’ di Fere, sul cui territorio sorgeva Pagase, un porto mercantile di una certa importanza. Nel corso del V secolo, le citta’ della Tessaglia, divennero il centro di rivoluzioni, che portarono al prevalere dei cavalieri, esponenti dei ceti agiati urbani, a scapito della vecchia aristocrazia fondiaria. In queste circostanze, i penesti, costituti dall’antica popolazione sottomessa, ottenne la liberta’. La tagia era la magistratura suprema della confederazione. Con Giasone, il tagos deteneva il comando supremo dell’esercito federale e disponeva del tesoro federale. Esisteva anche un’assemblea federale, primaria, di tutti i tessali che eleggeva il tagos. Durante il periodo di Giasone, la tessaglia disponeva di un esercito ben organizzato, e per il reclutamento, la Tessaglia, era stata divisa in kleroi, che fornivano il contingente di cavalieri ed opliti.
49 Dokimasia §
Dokimasia: requisiti necessari per il compito politico da svolgere Euthynai: dare un rendiconto del proprio operato politico Eisangelia: procedura per i reati contro la sicurezza dello stato proposta dalla boule Apophasis: procedura per i reati contro la sicurezza dello stato proposta da ecclesia e areopago Isegoria: il diritto di parola Nomophylakia: tutela delle leggi dello stato e di conseguenza processi per reati contro lo stato




